Character is an integration of habits of conduct superimposed on temperament.
It is the will exercised on disposition, thought, emotion and action.
Will is the character in action.
(Vince Lombardi - Ingnatius W. Cox, S.J.)
Questa didascalia introduce
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di cui questo
è il vero protagonista. Cremaster 3 è un'allegoria della vita come congegni biomeccanici pensanti, macchine organiche la cui funzione principale è quella di interrogare sé stesse: c'è un motivo per questo e quest'altro, qualcuno lo conosce e, soprattutto, esiste qualcuno in grado di controllarlo? Esiste una sorta di "G"rande architetto o, perlomeno, la gente iscritta a certi ordini ideali segreti e inaccessibili al consumatore medio, conosce qualche risposta? ...magari qualcuno alla Chrysler?
Se non sono questi gli interrogativi posti dall'opera di Barney, sono quelli che essa ispira al blogger; in entrambi i casi ogni risposta può essere valida, ma non potrebbe essere più pleonastica.
Cremaster 3 è uno tra i film più semplicemente
onirici che il blogger abbia avuta l'occasione di vedere, e il motivo di questo incredibile risultato filmico appare semplice quanto interessante: non è stato architettato come tale, ma piuttosto come installazione teatrale e multimediale, basata su poche ma importanti simbologie, (massoniche, soprattutto) e arricchita con elementi apparentemente casuali (il cadavere
femminile di
Gary Gilmore?!?) che divengono un fondamento di questa
riproduzione del sogno come pura espressione della psiche umana; finalmente un mosaico di
idee, e non di altri film.









Una cosa sola mi sembra certa: il
ciclo Cremaster (già titolo del
muscolo cremastere)
non è disponibile sul mercato in DvD, e a quanto pare non lo sarà mai. Il perché è ovvio: la gente non comprerebbe mai un film
del genere (cioè, il più lontano possibile da ogni
genere cinematografico) e anche il perché di questo è banale: la gente non
ricorda i sogni. Oppure, semplicemente, non gliene importa nulla.
Il mio giudizio è il migliore che possa dare ad un Autore, iniziando subito a cercare tutto quello che non ho ancora visto di lui. Le parole, come ben dimostrano questi 182' senza una linea di dialogo -e questo
blog- non sempre servono. Guardate le faccine.
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P.S.: e il making of coi cavalli qui