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02/09/10

sogni nel cassetto

L'argomento di questa sera, al corso per disoccupati.
La mia collega di corso dice di non averne; io racconto del mio sogno, il mio film.
E' rimasto lo stesso, anche se non lo tengo nel cassetto. Ultimamente avrei voluto farne uno storyboard, e mi sono accorto di essere un infingardo anche nelle mie confabulazioni filmiche; non c'è quasi niente, nemmeno sulla carta. Non ho partorito niente di meglio (oltre i seguenti 4 scriptz) ma in 25 anni non mi sono nemmeno sforzato di tirar fuori qualcosa che non siano degli schizzi a matita su dei fogli ingialliti, malgrado tutta la tennologia in cui sono sommerso...
Flying Corporal, dopo un quarto di secolo, è ancora un Grande Film, e ancora nessuno ha osato tanto in una singola opera; questo significa che l'Autore, avendo la possibilità di realizzarlo, ne farebbe qualcosa di ancor più eccessivo, e forse questo porterebbe la sua carica artistica ad un livello di competitività pari a quella commerciale del momento...
L'unico modo per realizzare i sogni nel cassetto è di tirarli fuori; e se una volta fuori dal cassetto non c'è abbastanza per farne qualcosa, beh, c'è qualcosa da fare. E non sono solo parole.

28/09/09

La pelicula del rey

Ho pescato questo film ricordando che avrei voluto vederlo al cinema quand'è uscito; sono passati 23 anni, e nel frattempo ho visto Eversmile, New Jersey dello stesso autore, che ricordo anche + originale di questo;


La pelicula del rey di C.Sorin (1986)
☻☻☻

un film sulla produzione di un film che va a scatafascio, tanto che le scene finali sono interpretate da manichini



non mi ricorda soltanto la visione de La nuite américaine e Der stand der dinge, ma anche tutto il resto della mia vita. E' quel momento in cui il personaggio ha infine coscienza della propria irrealtà, della possibilità che rappresenta nel mondo di parole, che è soltanto l'ennesima possibilità nell'Ordine universo; della sua condizione di persona, o maschera, in un mondo di persone che raramente dimostrano di aver coscienza di loro stessi. O Altro. Per uno che ha sempre sognato il cinema, risvegliarsi continuamente nei panni del personaggio qualsiasi è il peggior incubo che possa vivere; a occhi aperti, ma tutti i giorni. Oggi ho sviluppata una coscienza che mi permette se non altro di riconoscere nel mio ruolo di Osservatore (che sarebbe in effetti di testimone sensoriale, ma il principio è quello, e preferisco questo genere di qualifica diplomatica a una classificazione scientifica) la mia conseguente tendenza alla ricerca nelle arti visive in generale e alla cinematografia -la riproduzione dinamica del movimento- in particolare; ma ancora, mentre sto facendo Qualcosa, la mia posizione in fondo al cielo non cambia. Se non altro, oggi ho visto un film che avrei voluto vedere 23 anni fa; racconta la mia vita, in un linguaggio allegorico moderno che non lascia dubbi nella rappresentazione dello scenario, quella "fine del mondo" alla fine dell' America su cui l'autore inscena la sua personale apocalisse. La coscienza della Illusione rende ogni altra "persona" e tutte intercambiabili tra loro, o con dei manichini; al fianco del regista rimane una ingombrante presenza materna consolatrice e pietosa, che non richiede altre definizioni.
Quello che mi chiedo è se atterrasse un elicottero dell'esercito per salvarmi dal mio stesso film oggi, se mi lascerei salvare volentieri come nel film di stasera, o se invece darei vita ad una "Caccia sadica" con me unica figura in questo paesaggio, come nel film della scorsa settimana.