Visualizzazione post con etichetta sogno. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sogno. Mostra tutti i post

06/06/11

Lune Die

Sembra che tutto sia finito bene; non so dove sono e non so chi sia la gente attorno a me, ma per quello che posso vedere quelli in divisa e maschera antigas hanno fatto fuori alcuni dei civili che adesso riposano in pace qua e là nello stanzone (è una chiesa?). Stranamente, in giro non c'è una goccia di sangue, anche se i soldati imbracciano degli "Schmeisser" (MP40); solo un po' di fumo nell'aria. Sono stordito, in ginocchio sul pavimento, mentre il fumo si dirada e posso vedere i soldati con i mitra spianati; lentamente, alzo un braccio e dico "Heil Hitler!" mentre mi rialzo. Uno dei soldati, quello che posso vedere meglio davanti a me, in divisa grigia, risponde goffamente al mio saluto. Mi spolvero i pantaloni. Mi sveglio.



Anzi, è il Sig. Merula a svegliarmi, con particolare insistenza.
E' un altro esempio, fra gli episodi che durante la mia carriera di sognatore mi hanno indotto a pensare a una qualche sorta di reminescenza che si manifesta soltanto durante l'attività onirica; dal momento che l'ultimo film con i nazi che abbia visto è stato Død snø (V.) la teoria vorrebbe i militi teutonici dalla parte del nemico... Ma non era così questa mattina, e non è mai stato così, dall'altra parte.
No, la vita onirica non è direttamente influenzata da quella sublunare; più probabilmente è vero il contrario. O meglio, quando si tratta di memorie la differenza è definita soltanto da qualsiasi "principio logico" vogliamo e possiamo applicare; se non è Qui e Ora, non fa un gran differenza.

20/05/11

Rêves et mensonges

Malpertuis di H. Kümel (1974)
☻☻
si apre con questa illustrazione del Jabberwocky di Sir John Tenniel, e si chiude con questa citazione:


tra le due cose però troviamo la riduzione del famoso romanzo horror gotico di Jean Ray del 1943, di cui il blogger non aveva mai sentito parlare prima d'ora, e che a quanto pare non ci azzecca punto con l'Autore di Alice in Wonderland... Oltre questo film. O meglio, con l'apertura e la chiusura di esso; che sono 2 punti.


Altro "weird" dei 366, Malpertuis è il secondo film che vedo con una apparizione in scena di Orson Welles a letto; l'altro se non ricordo male era il suo The trial (1962). Qui Welles è il potente e moribondo Cassavius, misterioso zio di questo gaio marinaretto platinato, laccato e dall'occhio ceruleo

(Mathieu Carrière)

che con la sua ambigua prominenza funesta buona parte della visione con la minaccia costante di un softcore anni '70... Quasi inevitabilmente poi un paio di tette e il triangolo oscuro

qui rappresentato in un' allegoria d'epoca

fanno capolino qua e là, ma il film si tiene a debita distanza dall'erotismo per più di 3 minuti di fila, malgrado la presenza sul set di Sylvie Vartan (as Bets).


Sembra che i fans del romanzo di Ray non abbiano particolarmente gradita la versione filmica di Kümel, e tutto sommato non occorre leggere il libro per poter apprezzare una certa disarmonia nell'insieme dell'opera (e l'approccio con un apologo già ovviamente, essenzialmente più sofisticato del trattamento in questione), la quale nondimeno offre una serie di situazioni visive interessanti anche per lo spettatore multimediatico del XXI sec., che vanno decisamente al di là dell'atmosfera mistery/horror e oltre i limiti dell'epoca

(da notare la caricatura di Berlusconi sulla sin.)







 Giudizio: Belga.

Un motivo di interesse particolare per questo film è rappresentato dal sospetto del blogger di aver visto questo film quand'era troppo piccolo per poterlo ricordare, o recensire in un blog; ma non tanto da non poterlo poi sognare, durante una di quelle esperienze oniriche che apparivano astratte allo scrittore dei libris somni nel millennio passato. Queste sono le scene particolari che han risvegliate le ambigue memorie oniriche, a cui aggiungo i ritagli del mio Liber Somni d'epoca:


"Divento attore in un ambientino meno chiassoso: una “cucina” svizzera o tedesca* di fine secolo (‘800) invasa da servette carine e altra gente. Un grande camino, il fuoco acceso"


"L’attenzione si concentra su una delle servette bionde, che toglie dal fuoco una sorta di piccolo cestello di friggitrice, parallelepipedo, di ferro brunito e con un lungo manico, con qualche patatina fritta dentro." **

*) La "impressione" riguardo la località nel sogno -sicuramente non Italica- è data soprattutto dai costumi della servitù, in part. dalle cuffie e dai grembiuli bianchi; che al momento di annotare il sogno non ho ipotizzati tra i possibili costumi della servitù fiamminga. Ero giovane, e sbadato.
**) Le sequenze del film da cui le immagini sono indipendenti e del tutto distinte; quella che tiene in mano l'attore non è un "piccolo cestello di friggitrice" ma una trappola per topi; non dimeno è una griglia d'acciaio brunito in una forma di parallelepipedo.

Che queste immagini abbiano ispirati i sogni futuri del piccolo diarista in un passato inconoscibile, o che esse abbiano soltanto richiamato nella mente del blogger moderno l'episodio onirico di un passato già multi-mediato (e da oggi online su blogger.com) non lo sapremo mai con certezza. La cosa più interessante di questo post è che -quasi spontaneamente- si conchiude ponendo un interrogativo che il grande Carrol pone in apertura dello stesso.

E la cui risposta (molto wellesiana) è: FAKE.

16/05/11

Titoli

A tall,  nicewoman, blonde, short hair; she wanted to kiss me and told me so prior to kiss me; i didn't care a lot, just kissed her -- i didn't know who she was but sure she was a woman; her presence was strong.
My English practice today is a dream.
I titoli di oggi su Google News:
"Pedofilia/Genova, oggi primo interrogatorio per parroco arrestato"
e malgrado i tanti sospetti e le tante prove accumulate nel tempo, la gente continua a non lapidare i preti sul posto...
"Impossibile per i figli avere un'infanzia normale con un genitore ..."
figuriamoci con due...=)
Infine, vista la serata-tenenti di ieri, devo annotare anche questa:
"Festival di Locarno, premio alla carriera ad Abel Ferrara"
Perché è l'unico regista ad aver diretto un film di cui Herzog ha girato un finto-sequel/remake.

10/05/11

Il leone e l'altro cervello

Poco fa carezzavo un leone che mi stava accanto; per un attimo ho avuto coscienza del fatto che avrebbe potuto mangiarmi via la testa in un boccone, ma non sembrava avere nessuna voglia di farlo, così ho continuato. Mi sembra un buon segno.

Espletando le mie funzioni terricole poi ripenso al surrealismo; non quello di Dalì, ma quello di tutti i cittadini mondiali, dello stato delle cose apparenti, e non. In particolare, al fatto che -come riflettevamo ieri T. ed io- dietro a tutto questo (falso) permane dall'alba dei tempi quello che oggi è solo un "fenomeno mediatico", tanto che ci si accontenta di chiamarlo con l'acronimo inglese "ufo"; ma il mio pensiero va particolarmente alle nozioni apprese tempo fa leggendo Il secondo cervello del Dr. Gershon, un individuo che si è accollato il non invidiabile compito di riconoscere (scientificamente) nelle viscere umane un organo "occulto" di percezione della realtà, una sorta di cervello più sviluppato e più sofisticato di quello rinchiuso nel cranio, il quale possiede un numero infinitamente superiore di terminazioni nervose... Quello che si provoca imbottendo continuamente questo organo sofisticatissimo -anche- con dei pezzi di cadaveri di ogni sorta è più o meno inimmaginabile ma, per quanto riguarda il blogger, la mia intuizione più immediata e più banale è che la essenza "mortale" di una simile abitudine non potrà mai sortire esiti vagamente positivi per il mangiatore. Esistono i paroloni esatti, adatti per descrivere questo scempio, quelli che usa ad es. il Dott. Vaccaro su Disinformazione, ma è qualcosa che dovremmo poter comprendere tutti noi ogni mattina, lieti almeno del fatto che le nostre deiezioni non puzzino di morte.

I rintocchi disturbanti del mezzogiorno mi riportano alla falsità del "mondo reale", quello dei campanili e dei cristiani campanilisti; tutto quello che posso sperare di vedere, prima di lasciarlo, è un mondo senza campane.

Addendum (15.05) -- ripensando alla questione alimentare, quella del "secondo cervello" intossicato senza posa dall'infanzia alla morte, mi appare una causa più che verosimile di tanti mali essenziali di questa società; in generale, penso che siano rari i cittadini che hanno potuto esperire direttamente gli effetti di un cambiamento drastico nella loro alimentazione quotidiana; io stesso mi sono aggrappato disperatamente agli ultimi residui del mio omnivorismo, avendo eliminata la carne da quasi un decennio, ma da meno di un anno prodotti caseari e uova, oltre alle due droghe più sottovalutate, zucchero e caffè... Dopo qualche mese puoi rendertene conto, non si tratta di una idea astratta di "purezza" derivata dagli studi di qualche esperto dietologo, non è una delle tante fole che si accettano volentieri a causa di qualche preconcetto non meno astratto, qui parliamo di Natura; di tutto quello che cresce sul pianeta ("terra") per nutrire i suoi abitanti; non può esistere altro, perché questa è tutta la natura che abbiamo in fondo al cielo. Nel tempo ciò diviene palese, assieme alla funzionalità che si riacquista dell' intero organismo alimentato secondo natura; ed è subito ovvio (anche volendo limitare al solo encefalo il ruolo di "cervello", senza tener conto del fatto che le nostre ancor più repellenti viscere sono un organismo assestante e non meno sofisticato) che questo apparato pensatorio risente del modo in cui viene alimentato  come ogni altro organo e forse più di ogni altro, ma infine che tutto l'insieme che è l'essere umano, compresa quella parte che ancora non possiamo vedere, tende a ricercare quell'armonia che non può essere "perduta" data la nostra appartenenza all'organismo planetario, ma in un certo senso è quasi proibita, non meno della canapa; non per legge ma per costume, per abitudine. Per pura ignoranza. Di noi stessi.

04/05/11

Sogno negro

Malgrado abbia esitato fino ad ora, non posso dimenticare il mio disappunto nel sentire mia sorella dire ai genitori che B.B. (un'amica d'infanzia) aveva preso dell'oppio per calmarsi e dormire dopo la festa di capodanno, e la mia irritazione era dovuta al fatto che la cocaina da me fornita era il motivo per cui ella aveva risolto di ricorrere all'oppio in quella occasione; cosa di cui i genitori -come pure il sognatore- erano all'oscuro.
Ma osservandomi allo specchio prima del ritorno al mondo di parole, ho visto un uomo di colore; sembra che la quantità dei capelli -davvero tanti- sulla mia testa fosse il motivo per cui avevo deciso di essere negro. Mi chiedo se ne valesse la pena, ma oggi allo specchio ho meno capelli e la mia pelle è più bianca di Michael Jackson.

11/03/11

Sogno, o son destro?

Due spettatrici adolescenti di dA compaiono dal nulla, in casa; sono come imbarazzate, esitanti, ma alla fine una dice all'altra "Diglielo", e quella mi fa capire di aver scoperta la mia identità nuda... L'altra poi se ne va. Fino al mattino, tra varie vicissitudini di varia inutilità -che non resistono alla luce del Sole- evito ogni contatto con lei, cercando anche di evitare di ferirla o di offenderla in qualche modo.
E' uno strazio, ma se questa esperienza serviva a mettere alla prova il mio essere Ace, al risveglio mi accorgo di averla superata senza alcuno sforzo ma con un senso di sopportazione, di fastidio prolungato e crescente...

22/01/11

Bang!

Solo qualche istante fa, quel brav'uomo del mio ex-suocero mi ha sparato due colpi a distanza ravvicinata, attraverso il libro che stavo leggendo; è stato così preciso che nel libro c'era un buco solo... così come nel mio stomaco... Non me l'aspettavo; anche perché se n'era appena andato, e il piano di farmi  fuori gli dev'essere venuto in mente mentre usciva. Così è tornato, si è girato verso di me e mi ha sparato. Il dolore è stato solo morale... Ho capito immediatamente che avrebbe fatto trovare il corpo di sua figlia nella stanza assieme al mio, con la pistola. Un buon piano, ma... Non eravamo in montagna?
Oh, era solo un sogno.
Che peccato.

15/01/11

Domande

Criceti: a decine, da uno scatolone di legno che conteneva qualche sorta di vegetali. Me li ritrovo ovunque, anche nel letto; attorno gira anche un cagnolino tipo cocker spaniel.
In una limousine con P.Farrell con grandi sopracciglia bianche e barba brizzolata, parlo con una vecchia signora accanto a lui. Mi chiedo chi sia, non so per quale motivo devo parlare con lei ma lo faccio. C'è un altro tizio sul loro sedile, accanto a Perry; non conosco nemmeno lui, ma non ci parlo e a dire il vero non so nemmeno che faccia abbia.


Poi mi sveglio; è sabato, e sono le solite domande che cerco di evitare le uniche che esigono una risposta.
Se la mia solitudine di bambino, di ragazzino, di ragazzo e di uomo, non sia stata dettata dalla repulsione per questa razza gretta e infame, per queste greggi catodiche e cristologiche, questi car people, queste comparse protagoniste del mondo, se la mia lunga carriera di sofferente sia tutta e soltanto merito mio; se l'unica condizione che per me oggi equivale al benessere, la completa solitudine, sia dovuta una mia mancanza, ad un mio errore, e non all'errore che vedo ovunque attorno a me, allora mi chiedo quando potrò correggerlo; se una intera esistenza di nascondigli momentanei, di reclusione interiore, può avere un qualsiasi altro significato che non sia una punizione,  un incubo che ricomincia quando apro gli occhi ogni mattina, quando potrò conoscerlo; se questa specie di "vita" trascorsa nell' attesa di qualcosa che non è mai arrivato, una "vita" vissuta nella più vergognosa e inguaribile tristezza, può evolvere dopo la mia dipartita in qualcosa di altro, e qualsiasi cosa sia, mi chiedo ancora quando avverrà. Sono le uniche domande che mi assillano ancora oggi, e in ogni caso so per certo che non avrò alcuna risposta, nel mondo delle parole.

E vorrei anche sapere chi era quella vecchia signora sulla limo.

-- P.S.: mi sembra l'occasione adatta per incollare qui un file di testo che è sul desktop dal 25 novembre 2010; il titolo è "Since", la prima volta in cui ho usato il termine "car people" per iscritto:

Since I've just happened to meet the last feline friend of mine, and I just felt WONDERFULLY well, and close, and good, and joyful, and shining, and in this very moment I'd like to slap another stupid bitch (I'd never say that, about a she-dog) in the face, I CAN'T deny this evidence, that I am "natural", that I DO know and follow the right way to be. That this is the reason why I live alone with myself, amongst the whole world, and CAR PEOPLE. That I can't lie about this, no matter how much will cost me, I just fucking hate earthlings since they're walking on two legs only. Strangely enough, I love (2-footed) birds even more than myself.

13/01/11

In & Out

Viaggio sdraiato sul sedile posteriore di un'auto; soltanto giunto a destinazione mi rendo conto di essere stato per tutto il tempo sopra un botolo nero, che però non sembra essere affatto dispiaciuto. Ad un angolo di strada, distolgo per un istante lo sguardo da un uccellino che stavo ammirando per sentire un tizio dire "che bella micia" guardando in quella direzione; quando mi volto di nuovo invece dell'uccellino c'è una gatta intenta a divorarlo (anche se non vedo cosa sta facendo, è nello stesso punto in cui c'era l'uccellino). Nel finale, una tavolata di pochi amici si trasforma in un banchetto quando invitiamo un gruppo di anziane signore per condividere l'abbondanza di cibo rimasto.

Poi si fa giorno; la mia dose di Inglese, un po' di browsing su Youtube; e ascoltando della macchinosa degradazione dei più alti e nobili principi, mi convinco sempre più della squallida, risibile verità a cui è facile dare un nome nel mondo-di-parole: malinteso. Chiunque abbia perseguita l'impossibile verità  in fondo ai cieli, può osservarla in estasi soltanto in un religioso silenzio. Ogni parola è una menzogna.

16/12/10

To throw oranges to priests


The fall di Tarsem Singh (2006)
☻☻☻☻
La storia: i racconti di uno stuntman infortunato e morfinofilo si tramutano in realtà filmica, nelle fantasie di una piccola vittima del lavoro minorile ricoverata assieme a lui. Il risultato: quasi un capolavoro, malgrado sia firmato da un (Indiano) esperto in commercials e -soprattutto- sia un remake "artistico" del film russo Yo Ho Ho del 1981:


Il film deve molto alla fotografia di Colin Watkinson, in una serie di locations mozzafiato:


(e non computer-generate) dove si muovono i più improbabili e avventurosi eroi delle fantasie infantili:


e alla simpatia e alla spontaneità della piccola Catinca Untaru, dall'irresistibile sorriso poco dentato


che si esibisce tra l'altro in uno spettacolare starnuto:


e del suo personaggio Alexandria, che ha il simpatico vizio di tirare arance ai preti.
Pubblico su YouTube la sequenza che dà il titolo al film, "la caduta" di Alexandria, e il conseguente delirio, con tanto di stop motion(!):



Giudizio: da vedere. Anzi, è già in download il titolo precedente di Singh, The Cell.

Nel giro di due giorni ho visto due film -entrambi del 2006- che non avevo mai sentito nominare prima, e che si sono rivelati entrambi visualmente meritevoli; è un buon segno, immagino. O perlomeno è un regalo natalizio inatteso per il blogger, da parte dell'utenza di IMDB che li ha segnalati e del P2P di Bittorrent da cui li ho pescati... Insomma, dell'internet. Grazie ancora, internet.

Ma c'è anche di meglio, per il mio post di oggi, che è il sogno di ieri:
Grazie ad alcune parole che EG mi ha scritto su un foglietto, sono in grado di chiamare le aquile. Dopo averne chiamata una (calva) che per qualche istante è rimasta in camera con me, esco di casa lasciando MC e la sorella in casa, per ritrovarla; ne vedo 2 rintanate in una parete rocciosa liscia, rossastra, e dicendo una sola delle parole che ricordo un'aquila vola dritta verso di me, e deposita un pezzo di carta appallottolato ai miei piedi. Sono così eccitato che ho dimenticato completamente MC e qualsiasi altra cosa; sto per rientrare, ma uno strano personaggio mi avvicina. Temo che mi abbia visto, e che voglia chiedermi qualcosa sulle aquile; mi sveglio.

26/11/10

Paper A

Su un ponticello di legno cosparso di anatre, cercavo di ritrovare quella meravigliosa paperetta grigio sfumato del sogno di anni fa; l'unica simile a quella, nel piumaggio, aveva però una faccia tutt'altro che simpatica, con un grosso becco quasi adunco, deforme, e sembrava persino avere dei denti... Malgrado ciò, sono rimasto a guardarla fino al risveglio.

Questo accadeva ieri mattina; è trascorso un altro giorno, nel frattempo, e con gli occhi aperti non ho visto niente di meglio, fuori da questo schermo.
Cani, gatti e piccioni per la strada, Youtube e Simplynoise in casa, sono l'unica salvezza per il cittadino Jasper Thompson.

Questa sera, un kolossal naturale Francese a titolo Ocean mi ha risollevato il morale; ne scriverò domani, se ce ne sarà uno. Adesso torno a cercare la mia paperetta grigio sfumato.

24/11/10

Il nonno pistolero

stava seduto a terra, in un angolo in penombra; malgrado la sua fama di pistolero non è stato difficile arrestarlo perché quando gli ho puntata la mia colt in faccia lui non aveva nemmeno cercato di estrarre la sua dal fodero.
E con questo si è concluso il sogno.

Gunslinger grandpa was sitting on the floor, in a half-lit corner; despite his reputation as gun-fighter it wasn't too hard to arrest him, because when I pointed my colt on his face he hadn't even tried to draw his own from the case.
And with that the dream ended.

We've got a clue here, about dreams and words; I could've used the noun half-light instead of the adjective "half-lit", so as limelight instead of "reputation" or "fame"; and of course, one sitting in half-light couldn't be in the limelight...
I wonder about the meaning of the very experience, but I know that dreams aren't supposed to be less or more meaningful than "real life". So much for dreams, let's screen-play.

05/10/10

Altre parole

Notte: mentre parlo con qualcuno, ammutolisco di fronte alla visione di un "vortice" di "piatti volanti" dall'aspetto diafano, semi-opaco, che attraversa lentamente la scena alle spalle dei miei interlocutori; anche loro si voltano e fanno in tempo a vedere lo strano insieme allontanarsi nel buio di un bosco. Sembra un fenomeno naturale, come di cose trasportate da un mulinello di vento --ma tutte sullo stesso piano-- o uno stormo di cose dai movimenti erratici che girano intorno a un punto.
In un' altra occasione vedo un piccolo apparecchio volante bianco, che è composto da un corpo centrale con due appendici laterali ripiegabili, a mò di ali, che mi ricordano il coperchio di un WC, e penso "una volta che riesco a vedere un UFO assomiglia a un water..."
Una vecchia per la strada (sterrata) si ferma ad osservare uno strano animale pressoché conico, con una testolina al vertice; poi improvvisamente lo afferra per il lungo collo e inizia a storcerlo mentre la strana bestia si lamenta; io sono inorridito ma non reagisco. Solo un istante dopo vedo che l'animale non è morto, e non è più nemmeno sulla strada, ma si è nascosto accanto a me nell'ombra; è davvero brutto, e alla fine del lungo collo conico verde -che si direbbe artificiale- c'è una sorta di guscio da tartaruga da cui sembra fuoriuscire paglia o pelo... Non so che cosa sia, ma sono felice che sia riuscito a fuggire alla vecchia .

17/09/10

Finale onirico

Notte; un lunghissimo, largo ponte d'assi sospeso su un fiume impetuoso; un giovane spericolato esploratore (capelli lunghi, mossi e biondi, abbigliamento sportivo e zaino) si avventa contro le corde che lo reggono, scherzando mentre si sporge nel vuoto, oltre le protezioni, prima di attraversarlo tutto. Il ponte ondeggia pericolosamente sulle acque spumeggianti. In qualche modo io mi trovo con lui solo alla fine dell'impresa, dove il ponte d'assi si inerpica ripidissimo per pochi metri fino ad un capanno di legno che sarà il suo rifugio per la notte; per entrare gli consiglio di aggrapparsi a due robusti paletti ai lati, ma poi lo faccio io quando lui è già entrato di slancio, senza appigli. Entro quando lui è già disteso, chiedendo se non lo disturbo, e subito trovo un ninnolo su uno scaffale sopra il suo letto, una minuscola statuina d'animale. Dopo averlo osservato glielo mostro dal lato che rappresenta un giaguaro -blu- al che lui fa un'espressione preoccupata, ma poi lo volto dall'altro lato prima di darglielo, mostrandogli il lato che raffigura un lama(?) dorato.

14/07/10

Dall'altra parte

Questa mattina, mi trovo in auto con mia sorella di fianco e mio padre al volante; le chiedo perché stiamo andando a Busto (A.) e lei risponde perché non sapeva cosa fare da mangiare (*); per questo sono furibondo.
Mentre l'auto è in colonna e si muove piano io scendo, e comincio subito a camminare facendo un gesto con la mano verso l'auto, come a dire "vai"... Presto sono in un supermarket e mi rendo conto che non so assolutamente cosa comprare; ma intanto prendo una mela rossa e comincio a sgranocchiarla. Vago un po' tra le corsie senza prendere niente, finché non assisto a questa scena: non so che razza di animale sia, ma è come un piccolo canide dal pelo lungo, marrone e nero, di fianco ad un comune cagnolino (bianco). Mentre qualcuno va verso di loro entrambi gli animali restano a guardare immobili, ma la strana bestiola comincia a gonfiare il pelo fino a diventare una specie di palloncino, e arrivato alla massima dimensione cade giù di lato sul pavimento.
Io mi allontano divertito, ma fingo di trattenere le risate.

*Mia sorella non cucina MAI

01/01/10

La miglior cosa da fare il primo giorno dell'anno

Mi sveglio alle 16.30; il silenzio è grave, e un attimo dopo è notte.
Sul set dei sogni ho detto ad una graziosa attrice di smetterla di baciarmi, e l'ho allontanata; i suoi baci erano dolci e affettuosi, ma non volevo assolutamente innamorarmi di lei. Scendendo dalla scaletta a pioli per tornare da questa parte le ho visto uno stinco nudo, il suo vaporoso abito bianco si era sollevato quel tanto da permettermi di vedere nella penombra i misteriosi caratteri tatuati lungo l'osso della gamba. L'attrice era Liv Tyler, ma il tatuaggio era evidentemente elfico! Dato che non era il set de "Il signore degli anelli" quella sorta di "goofer" mi ha divertito, e ne ho parlato con lei, scherzandoci sù prima di ritrovarmi qui a scriverlo; credo che anche lei fosse divertita, anche se non ricordo assolutamente il suo volto, in nessun istante del sogno...

Alle 17.30 del primo giorno dell'anno il silenzio è profondo, è già notte; e come si può sempre evincere da qualsiasi cosa stia scrivendo nel mio blog, sono ancora solo.
Un joint.

26/11/09

Grant shipwrecked

Nel mio nuovo post il protagonista è Grant Lee Phillips, che si rivela di origine italiana; durante una trasmissione televisiva -in un interno con luce radente- slaccia la camicia, e una ripresa in p.a. rivela le infinite cicatrici sul suo torace, di cui una più evidente che sembra l'esito di una ferita che lo ha tagliato verticalmente a metà. Inizia così una dramatization del suo naufragio su un isola deserta, dove approda sanguinante e mezzo morto sulle rive rocciose, tra cumuli di detriti...
Segue una sequenza durante un suo concerto dove compare vestito da cowboy, ma non esita a rispondere in un dialetto del Sud Italia alla domanda di uno spettatore compatriota.
Il significato dei sogni resterà un enigma irrisolto per l'umanità e per me stesso, ma se dovessi classificare questa esperienza con una parola, direi: intrattenimento.
Un po' come la mia frase in corsivo.

21/11/09

Velut aegri somnia...

Questa mattina stavo con la mia ex-moglie; non ricordo nulla di lei, né delle vicende vissute fino a che su un pianerottolo ho visto questa cosa che saliva lentamente dall'ombra:


Non saprei dire con esattezza cosa fosse, così come non lo sapevo dall'altra parte.
Soltanto poi ho pensato che quella cosa potesse servire esclusivamente a svegliarmi; e in effetti ha funzionato.

28/10/09

Prima del risveglio

Di questa mattina ricordo solo piccolissimi animali di varie specie dal corpo geometrico, squadrato; le loro piccole teste staccate che passo in rassegna, una dopo l'altra -- ricordo una zebra.
E io che dico a mia madre: "Ma come si fa a mangiare qualcosa che potresti baciare?"

27/10/09

Quello strano naso di V...

L'unico ricordo preciso del sogno di questa notte è il naso di V..., seduta ad una tavolata di gente proprio davanti a me; ero come imbarazzato da quella ingombrante presenza, che le conferiva un aspetto addirittura inumano, mentre sicuramente il resto della persona non era cambiato.
Ho abbozzato qui un modello della proboscide umana su un modello 3d di mr. Francesco Lupo:


perché tentare un ritratto per intero sarebbe un'impresa.
Riguardo il significato di questo, ogni ipotesi è valida; certo è che V... non ha un naso simile nello stato di veglia, e non l'ha mai avuto nei miei sogni passati. A onor del vero, l'ultima volta che l'ho vista era su Facebook, qualche settimana (o mese) fa. La prima domanda sarebbe perché ho sognata questa persona; riguardo il suo naso ... Beh, non ho il minimo indizio, ma l'unico profilo simile a questo che abbia mai visto è:


il ritratto degli alieni atterrati alla base di Holloman nel 1964. Adunque è più precisamente il nesso tra questo nasone e quello del sogno il fattore X. Dubito che ne faranno un TV show.