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21/02/11

Coscienza di carnevale

Carnal knowledge di M. Nichols (1971)
☻
Dove Jonathan (Jack Nicholson) e Arthur Garfunkel (Sandy) dai tempi del college


 fino alla mezza età


ci raccontano le loro avventure romantiche, da quando si facevano la stessa ragazza uno all'insaputa dell'altro, fino a quando, accasati, tentano di scambiarsi le donne, e mentre una se ne va a casa l'altra tenta il suicidio...


Conoscenza carnale, visto per la prima volta oggi, doppiato in Italiano, è stilisticamente interessante, ma in compenso non mi dice assolutamente niente. Il vero nome di "Mike Nichols" è Michael Igor Peschkowsky; soggetto e sceneggiatura sono di Jules Feiffer; assieme a Jack recitano un Garfunkel e una Bergen... 
Film molto corsivo, ma il direttore della fotografia è Peppino Rotunno... (Non l'avrei mai detto.)
Probabilmente è stato l'ultimo film di Nicholson doppiato da Massimo Turci.
Giudizio: ?

11/01/11

About Jack


About Schmidt di A. Payne (2002)
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Dopo aver visto questo film con il Re di Hollywood, mi chiedo chi sia il principe, l'erede dell'uomo capace di rendere un film mediocre memorabile solo grazie alla sua presenza (V.). E la risposta è ovvia: nessuno. 
Il film di Payne non è mediocre, ma nemmeno straordinario; come quell'altro di Payne (V.), è un buon film, da tre faccine tutte sorridenti. 
La cosa straordinaria è sempre e soltanto lui, Jack. Che è forse l'unica icona della cultura pop ad essere tale pur essendo ancora in vita. Quello che scrive Mr. Brown è quanto c'è da sapere: "A simple, silent, static shot of Nicholson's face is one of the most beautiful, powerful, indelible images of the 2002 movie year". 
Yet I would not say "of the 2002", but "ever".









E poi c'è Kathy Bates nuda. Per chi ama le emozioni forti.


Il mio giudizio (nudo a parte) è di conseguenza: reale.

11/12/09

Jack, the Man

In un film triste, povero, decente come questo


The last detail di H. Hashby (1973)
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dove tre marinai ubriachi viaggiano per tutto il tempo su scenari innevati e desolanti, si può intuire perché Jack Nicholson è una star; non un grande attore, e non un divo, ma una star.
Il film di Ashby è un altro apologo anti-bellico, ed è un film molto anni '70 che secondo l'utenza di IMDB è un capolavoro sottovalutato oppure una schifezza; io sto nel mezzo, ma credo che senza una star nel cast oggi nessuno al mondo si porrebbe il quesito, perché nessuno se ne ricorderebbe.
E' un film semplice semplice, quasi-naif (e non naive) che nella sua pochezza lascia il campo libero al super-gigione hollywoodiano; la bravura di Nicholson qui sta nella sua misura, e vediamo allora che la sua misura è stellare, in senso cinematografico. Nell'America glaciale e oscura del Vietnam e di Nixon lui ha già sconfinato, in viaggio per il prossimo party millenario


E' una recitazione che non ha maestri e non ha discepoli; Jack Nicholson è quello che è in virtù del fatto che l'unico suo reale interesse è "to have a good time".
Bastano quei pochi secondi mentre guarda Randy Quaid piangere, sul treno, per capirlo; è nato attore, è diventato "il re di Hollywood", e dopo di lui non conosco altre stelle capaci di illuminare il cinema del futuro. Questo non è un grande film, ma per chi sa apprezzare Jack è tra i suoi più grandi film; e rivederlo dopo -qualcosa come- tre decenni, è un gran bel tuffo all'indietro.