22/07/10

E alla mattina....

The hangover di T. Phillips (2009)

questo film, visto doppiato e rititolato "Una notte da leoni", è un ulteriore mosaico, ottenuto riunendo in un solo soggetto l'episodio n.10 della 10ma stagione dei Simpsons, Fandango, Bachelor Party, The Big Lebowski, (con tanto di finto John Goodman) e qualcos'altro ancora, che giustamente non ricordo più; le trovate "originali" sono

la tigre di Mike Tyson in bagno

e Mike Tyson in salotto, che fa il playback di "In the air tonight" di Phil Collins;

e il bizzarro mafioso cinese ricchione e nudo con piede di porco.
Uno dei pochi film di cui abbia skippata una buona metà -in part. durante le canzoni- e uno dei pochi film comici che non mi ha nemmeno fatto sorridere per un istante, malgrado il mio umore oggi fosse incomprensibilmente buono. Fino ad ora.
Questo è uno di quei film al quale darei meno di una faccina, perché non sono abbastanza crudele da saperlo giudicare con una sola parola. E' inclassificabile. Che equivale a 8 stelle su IMDB, e 78% "fresh" su Rottentomatoes... Se avessi ancora la forza di scrivere qualcosa, aggiungerei soltanto questo: il n.2 esce l'anno prossimo. Ma non ci riesco.

P.S.: la mignotta di turno è la ex di Cooper in Twin Peaks:

40 anni dopo.

Il paganerrimo

Il film di oggi è l'"Inglese"


The Wicker Man di R. Hardy (1973)

descritto come combinazione di "thriller, horror esistenziale, e musical"; una produzione English Lion ispirata (liberamente) dal romanzo di un certo Pinner e diretta da un mr. Hardy, non poteva che essere sceneggiata da uno Shaffer. Non possiamo negare l'originalità dell'insieme così mosaicamente ottenuto, ma ancora una volta dobbiamo riconoscerlo; è solo un altro mosaico.

Il paganesimo peraltro* non è un soggetto troppo originale per il rappresentante di un popolo che considera tutto il resto del mondo "pagano"... Ma questo è il fulcro della vicenda, condito con allusioni grossolane, raffigurazioni sessuali, o mere nudità

(compresa
la sorridente Britt Ekland)

di quella piccanteria trash anni '70, tra l'hippie e la wicca, che mette in serio imbarazzo l'inappuntabile Sergeant Howie (privo di nome, è solo un personaggio, devoto Gentile)


In questa balordaggine contemplativa, l'elemento musical non esce troppo dal seminato, con alcune canzoncine di ispirazione gaelica e liriche di trivialità colonica stagionata, ma cinematograficamente proiettate nel futuro per la loro grosseria

Credo che infine il motivo di tanto fascino della pellicola (Total Film named The Wicker Man the sixth greatest British film of all time) sia nell'elemento carnascialesco, più che in quello carnale, tanto più che la presunta crudeltà horror tutta concentrata nel finale non prevede alcunché di brutale; la suggestione precipua è quella di una sfera animistica raffigurata dall'animale nella maschera/persona dell'apologo teatrale, di uno spirito vivente della natura e del mitologico timor Panico che esso può incutere nell'uomo, dagli antichi Elleni fino allo Stephen King di Children of the corn... etc., etc.,

Etc.
Menziono sua maestà Cristopher Lee

Ma forse infine la scena madre del film è questa:


Giudizio: talmente indecoroso nel suo tentativo di esserlo, che alla fine si merita l'etichetta infame di decoroso. Solo un altro mosaico decoroso. E decorativo, questa volta al soldo di Sua Maestà.
Riguardo l'originalità, la storia è una variazione sul tema di 2,000 Maniacs dell'Americanissimo Gordon H. Lewis, "inventore" dello splatter, datato 1964...

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*Ultimamente mi è capitato di sentire il cognome "Peralta" da qualche parte, richiamato più volte dalla congiunzione avversativa peraltro; è diventato un altro caso di "intuizione occulta" come quello che avvenne per il cognome -ugualmente ispanico- di "Delgado", al tempo in cui scrivevo "Fuoco di carta"; questo è uno dei nomi che appaiono in quel testo. Va notato pure che non ho avuti altri episodi simili, con questa sorta di intuizione per cui una determinata parola -un nome- sembra rivelare e nascondere nel contempo infiniti significati, che alla resa dei conti (al momento di renderli in altre parole, insomma) non sono in grado di esprimere; nessun altro caso, che riguardi cognomi ispanici, o cognomi in generale. E' possibile che ogni singolo vocabolo di una lingua straniera possa esprimere qualcosa che travalica la stessa logica di cui è composto, all'interno della nostra mente, in quanto semplice suono, o reminescenza, o nous... non lo discuto. In tal caso mi chiederei soltanto perchè questi episodi riguardino soltanto e specificamente due cognomi spagnuoli, in un mondo interamente composto di parole.
Forse, perché è soltanto un giuoco?

20/07/10

Fi☮ri nei nostri cann☮ni

Qualche tempo fa ho postato una fila di 卍 su FaceBook, ottenendo in risposta una fila di ? da parte di mia sorella, che temeva di vedermi arruolato tra le file dei neofascisti virtuali; le ho inviato in risposta un link ad una pagina che riportava il significato originale del simbolo -ovvero, l'unico- sanscrito che significa "bene-essere"...
Oggi scopro il significato di un simbolo che si può immaginare molto più giovane, quello noto come "simbolo della pace", ☮
Qui Wikimedia ce lo mostra chiaramente come stemma della 3a Panzer Divisionen Tedesca durante la II guerra mondiale, derivato dalla runa "algiz" ("pericolo nascosto");
sembra che il medesimo simbolo sia stato utilizzato da Nerone come emblema anticristiano per eccellenza, raffigurante una croce rovesciata con le braccia spezzate...
Questo ci dà un'idea (molto vaga) della realtà dei simboli e del loro uso attraverso i millenni; entrambi i simboli dei due esempi si credono essere oggi più o meno l'esatto contrario di ciò che simboleggiano; e poiché un simbolo, che può significare 1000 cose, in essenza rappresenta soltanto sé stesso, ci dà anche un'idea (ancor più vaga) della situazione in fondo al cielo.

Oltre alla "croce di Nerone" oggi ho scoperto anche un candidato ufficiale per il titolo di "peggior articolo di Wikipedia" (English) quello dedicato appunto ai "simboli della pace".

17/07/10

Time texturing


Film doppiato -- bene, come sempre. Nominato all'Oscar per la migliore regia.
Film curioso, come il ringiovanimento (che sarebbe di fatto un giovanimento, senza reiterazione, ma non suona altrettanto bene) del protagonista, Brad Pitt:

che da nonnetto paralitico e nanesco

diventa piccolo vecchietto forzuto

Indiana Jones in miniatura


Brad Pitt
Marlon Brando in "Ultimo Tango"

un intellettuale nostalgico

uomo-oggetto
cartoon
e infine viene soppiantato durante la lavorazione da un più giovane Benjamin Button con il quale concludono le riprese del film. Mi chiedo il motivo di tanta fatica e tanti soldi spesi per ringiovanirlo con il computer, quando alla fine il vero Benjamin Button, quello che muore neonato in grembo alla sua amata, evidentemente NON è Brad Pitt:

!!!!
(alert:spoiler)

Comunque sia B.B. è divertente, romantico quanto basta, curioso al punto giusto, con gli intermezzi della serie dell' uomo colpito sette volte dal fulmine (e sopravvissuto TUTTE E SETTE) che è spassosa

ma come sappiamo, è anche vera; e la storia del Ranger Sullivan, al contrario di questa, ha qualcosa da insegnarci.

Brad oggi ha la barba mezza bianca, come quella da blogger del Vs. blogger.
Non è detto che sia vera.

B.B. è un caso che fa pensare alla illusione più grande, quella che include in sé quella materiale; l'abitazione di un corpo grossolano, un abito terreno. Osservando nel dettaglio l'opera del tempo sul pondo, accuratamente ricostruita con raffinate tenniche digitali, possiamo riflettere sulla nostra idea personale di questa illusione vissuta perennemente, giorno dopo giorno, qui e ora.
"Nascita" e "morte" sono due parole alle estremità di questo viaggio in un mondo di parole.

B.B. ci insegna che ringiovanire invece di invecchiare non cambierebbe molto il nostro stato in fondo al cielo... Dopo tutto. Rimbambire fisicamente anziché mentalmente comporterebbe imprevisti che non abbiamo alcun bisogno di prevedere, ma che vediamo proiettati qui in una confezione divertente, cinematograficamente elegante, ma non pomposa.
Per qualche motivo, poi, i bottoni sono per me un oggetto dal fascino misteriosissimo.
Non ditelo a nessuno, per pietà.

16/07/10

Gioventù contaminata


Un classico del cinema:

Rebel Without a Cause di N. Ray (1955)
☻

che è stato scritto da S. Stern e I. Shulman; potremmo avere dei dubbi su nomi tanto corsivi?
Il regista, Nicholas Ray, ha un cognome molto più rassicurante. Raggio.
Un po' come il Buddy Love di Jerry "Lewis". O come il protagonista di questo ennesimo film ebreo travestito da film Americano, James Stark. Come il Virgil Starkwell di Woody Allen.
Gli "ebrei" si sono ribattezzati con i cognomi più preziosi del mondo: Goldman, Goldstein, Goldberg, Silverman, Silverstone, Pearlman, Diamond... Oppure i più freschi: Green, Greenman, Newman, Goodman... All'occorrenza hanno adottate identità molto meno altisonanti, ma innegabilmente Americane. Come Ray. Nessuno avrebbe mai sospettato che Mr. Nicholas Ray potesse discendere da Herr Kienzle. Che, del resto, era del Wisconsin. Su Wikipedia oggi leggiamo che il nome di Mr. Ray era di fatto Kienzle, ma non lo troviamo ad esempio -sotto nessuno dei due nomi- nella lista degli American Jews... (dove invece c'è l'altro Ray famoso, Man)

Identificare gli "ebrei" è un compito talvolta semplice come scrivere un nome su Wikipedia; altre volte è semplicemente impossibile, poiché l'ebreità si trasmette una discendenza matrilineare, e le donne sposate prendono spesso il cognome del marito...
Questa è una lezione che probabilmente i Giudei hanno imparato dai Babilonesi, che a loro volta avevano appresa dai Sumeri: è una lezione che pochi Gentili conoscono, se non sono direttamente coinvolti nello studio della genetica, ma nondimeno è qualcosa che riguarda tutti i mammiferi.
La linea uterina cosiddetta è quella che permette agli studiosi di risalire lungo la linea evolutiva di una specie attraverso i secoli, l'unica parte del DNA che permane (quasi) immutata, di generazione in generazione; è il cosiddetto mtDNA, il mitocondrio, che proviene -per un buon 99%- dal DNA materno. Questa antichissima conoscenza (un paradosso di cui racconta Sitchin nei suoi libri) genetica, una realtà essenziale del nostro stesso essere che fra i Gentili è pressoché ignota, è invece talmente radicata nel popolo ebraico che su di essa poggia saldamente l'antica eredità di Israel. Forse è a questa realtà che si riferisce la biblica leggenda della dodici tribù, che a questo punto potrebbero davvero -geneticamente- avere popolato il mondo intero di bastardi discendenti del leggendario Mosè.

Gli "Ebrei" insistono:

Il Personaggio di Rebel è quello di James Dean, che è l'Eroe Ebreo. L'emarginato, l'outsider, il misfit. Lo sfigato. Errante, come vuole la tradizione, trascinato dai genitori in un loro esodo privato, ma comune a tanti Americani; per così dire.

Il film ci parla di ragazzi incompresi che vogliono solo ubriacarsi, baciarsi sulle labbra e fare a coltellate in santa pace, come tutti i bravi ragazzi Americani, senza tutti i problemi che comporta un rapporto familiare sano e costruttivo.
E senza planetarium

Un indizio apparentemente banale ma non meno ironico, sulla influenza che gli "ebrei" hanno avuto sulla cultura Americana consiste in questo:

Jim Backus (...?) l'attore che interpreta il padre di Jim era la voce di Mr. Magoo, e Dean si divertiva a imitarlo, tanto che rispondendo alla sua amichetta a proposito dei "figli" fa proprio la voce di Magoo pronunciando una delle battute più abominevoli della storia: "Drown them like puppies!" (annegateli come cuccioli)...

Lo scooter preistorico di Sal Mineo è una bomba.

e c'è anche Dennis Hopper, ma questo lo sapevamo già.

15/07/10

3.26

noi siamo acqua animata dalla tensione di una carica elettromagnetica, o "fuoco";
questa carica si esaurisce con tremenda lentezza, un istante in fondo ai cieli;
essa è come un fulmine che scarica a terra durante il corso di una vita umana;
quando la carica è esaurita la "tensione" libera l'acqua dalla sospensione, ed essa torna "alla terra"; il "fuoco" si spegne; soltanto allora quella forza differenziata di cui consisteva la "tensione" specifica a sostegno di un certo volume d'acqua, è ugualmente libera e torna alla "aria";
ancora l'essere umano sa intendere un elemento superno, e ancora non lo sa chiamare per nome;
quell'elemento non consiste di atomi ed è il principio di ogni cosa atomica;
è la Fonte di Tutto, e l'unica parola degna di esprimerlo in fondo ai cieli è: MAGIA

la MAGIA è TUTTO, dunque TUTTO è MAGIA

14/07/10

Dall'altra parte

Questa mattina, mi trovo in auto con mia sorella di fianco e mio padre al volante; le chiedo perché stiamo andando a Busto (A.) e lei risponde perché non sapeva cosa fare da mangiare (*); per questo sono furibondo.
Mentre l'auto è in colonna e si muove piano io scendo, e comincio subito a camminare facendo un gesto con la mano verso l'auto, come a dire "vai"... Presto sono in un supermarket e mi rendo conto che non so assolutamente cosa comprare; ma intanto prendo una mela rossa e comincio a sgranocchiarla. Vago un po' tra le corsie senza prendere niente, finché non assisto a questa scena: non so che razza di animale sia, ma è come un piccolo canide dal pelo lungo, marrone e nero, di fianco ad un comune cagnolino (bianco). Mentre qualcuno va verso di loro entrambi gli animali restano a guardare immobili, ma la strana bestiola comincia a gonfiare il pelo fino a diventare una specie di palloncino, e arrivato alla massima dimensione cade giù di lato sul pavimento.
Io mi allontano divertito, ma fingo di trattenere le risate.

*Mia sorella non cucina MAI

Mirakelklockorna

Ci sono motivi di interesse in questo


The miracle of the bells di I. Pichel (1948)

☻☻

che per il blogger non consistono certo nel messaggio di "fede, speranza e carità" imperante, ma ad es. nel fatto che la sigla della Pennsylvania nel '48 fosse "Penna" (V. targa)...
E soprattutto nelle favolose inquadrature di Mr. Robert DeGrasse (The Body Snatchers)


dove l'elemento neve e dei cieli incredibilmente stellari offrono alcuni quadri di grande suggestione.

Il film è funestato dalla presenza della istriana Alida Valli, presentata qui come una nuova Garbo

della cui finta bellezza ci siamo già lamentati in passato (V. e V.) che non perde l'occasione di deformare la sua persona di perfezione infantile con ogni possibile smorfia di hollywoodiano terrore:

per apparire mostruosa o incredibilmente ridicola

compreso uno dei sorrisi più posticci della storia:


L'impressione è che fosse stata assemblata in modo sbagliato, e che la prossima smorfia avrebbe potuto causare il cedimento della struttura fisionomica... Certamente il suo inglese maccheronico e le sue "S" sibilanti non sono il massimo per l'ascoltatore.

C'è anche il giovane Frank:

in abito talare, con fare da prete e parlata da ecclesiaste, e l'ebreo furente Lee J. Cobb


protagonista dell'unico momento comico del film (questo) grazie alla sua completa, fumante impassibilità. Protagonista di questa insolita romance postuma, rivissuta a suon di flashback è il buon

Fred MacMurray -il protagonista meno prevedibile per una vicenda romantica nel senso poetico del termine, senza un vago accenno all'eros -nemmeno un bacino sulla guancia- ma piuttosto pregna di tanathos, in quanto la protagonista muore ancor prima dei titoli di testa.
Quella di una romance postuma, appunto, o post-mortem, è l'idea più interessante del film, dove l'agente teatrale MacMurray contribuisce al successo della ballerina di fila di umilissime origini -Valli - che scopre poi minata dalla TBC e vede morire nel giro di minuti, senza mai nemmeno averci provato...

Film di memorie, dunque, con tanto di voce off del protagonista e una sconosciuta, un narratore supplementare che sembra aggiunto in extremis, quando la lunghezza del metraggio (120') sembra avere il sopravvento sul ritmo narrativo e una panoramica di troppo viene condita con una filippica extra che aggrava il senso ormai dominante di religiosità cattolicistica. Sicuramente la pecora nera del cast è mr. Williams, il montatore, a dispetto del suo avventuroso primo nome, Elmo (proprio come il Lincoln ch faceva Tarzan)...
I canonici 90' sarebbero stati più che sufficienti all'economia narrativa.

Con un titolo simile (scaricato da un sito FTP di ufologia!!!) non sono riuscito a immaginarmi di quale miracolo si potesse trattare, dopo la trovata geniale che ha MacMurray di far suonare le campane di 5 chiese per 3 giorni di fila (per la modica cifra di 10.000 dollari del '48, i conti tornano solo nell'ottica clericale)... Tra l'altro il blogger è un acerrimo nemico di questo sopruso acustico perenne al quale è sottoposto il cittadino, quindi una simile idea è per me un vero atto terroristico. Ma, ancora, non ho intuita la natura del miracolo, fino alla catastrofica conclusione in cui le statue in chiesa si voltano verso il feretro della povera Valli:


(defunta) sotto gli occhi stupefatti del gregge religioso che assiste alla funzione.
Un altro elemento di interesse riguarda proprio la natura del miracolo, che padre Sinatra identifica presto come sismico-edilizia, e sul rapporto finzione-realtà dell'accaduto, dove di fatto le statue si muovono (con un moto rotatorio a dir poco improbabile) ma tale movimento ha una causa terrena (geologica); è una sorta di archetipo che ho avuto modo di osservare in svariate forme nell'ambito onirico, anche se dubito che questo mio interesse particolare riguardi l'utenza media, che su IMDB dà poco più della sufficienza al film di Pichel. In ogni caso, il fatto che nella medesima vicenda siano coinvolti la Morte in persona, la produzione di un film, Don Sinatra, Fred MacMurray, la Valli, scenari innevati e atmosfere natalizie, set cinematografici e distese stellate nell'atra notte della cittadina mineraria in Pennsylvania, è sintomo della estrema peculiarità quasi-onirica di questa produzione.

Da non dimenticare poi la sequenza del provino casalingo della Valli come Joan d'Arc, che mi ha ricordata quell'altra indimenticabile di Naomi Campbell con il Dr. Gennon in Mulholland Dr., ma dove la tradizionale visionarietà dell'epoca trasforma l'attrice in pulzella d'Orléans durante il suo monologo:


Un' ultima nota necessaria riguarda la tonalità del linguaggio, che osserviamo qui nel confronto diretto tra l'inglese seppur stentato della Valli, e la parlata bovara degli attori Americani; l'armonia della nostra lingua traspare durante i dialoghi, per quanto recitati, e recitati in un altro idioma, come una nota di violoncello in un'orchestra di tromboni... Ripensando a quanto ho scritto sulla Valli, se ne può ben concludere che questa non è una simpatia particolare o campanilismo, ma sensibilità musicale e antropologica. Tipica del blogger moderno.

Giudizio: curioso

12/07/10

El tango triste de las entrañas

Avevo dimenticato questo file vergognoso che giaceva tra i comuni download, essendo stato scaricato per caso via http, e non pescato dal torrent.
Oggi lo ritrovo e inizio a guardarlo; si tratta di

Snuff 102 di M. Peralta (2007)
☻

che purtroppo include sequenze (apparentemente) reali che coinvolgono una scimmietta e un porco scannato; il realismo di quest'ultima scena -ovviamente skippata come l'altra e come si conviene ad un erbivoro- non ha nulla da invidiare a questo scannamento di un bipede:

visto dalla protagonista su internet. Cosa che -estrema perversione da erbivoro, immagino- non mi fa altrettanto effetto. Perché -immaginiamo- ancora di effetti si parla, e degli effetti che questi producono sull'utente audiovisivo. Nient'altro.

Dopo una rapida sfogliata a questo nuovo finto-snuff, che alcuni considerano meglio, altri peggio dello storico August's Underground Mordum (2003 - già sequel di August Underground del 2001) -ma qui gli aggettivi sono assai relativi- quello che mi sono posto è un interrogativo piuttosto ovvio, quasi proibito al critico: era necessario?
Avevamo bisogno di altre finte torture con attrezzi disparati, in una sorta di The toolbox murders su scala internazionale (questo viene dall'Argentina!) solo perché oggi -a differenza degli anni '70- i prosthetics e soprattutto il sangue sono molto più realistici, e il mockumentary è ormai parte integrante nell'industria dell'intrattenimento, tanto da definire un genere a sè (con tanto di sotto-generi)? O solo perché un attore che interpreta un critico cinematografico si inframmezza tra un seno inchiodato e una martellata in bocca per una porzione gratuita di mumbo jumbo psicologico? Avevamo bisogno di altro liquido amniotico versato (come in À l'intérieur) sul pavimento, o di un'ennesima poveretta insanguinata e mezza biotta che scampa miracolosamente al macello

?

Personalmente non ne sentivo il bisogno, questo è il motivo della mia apparente codardia (che però non mi ha impedito di vedere per intero A.U.M. e una buona metà dell'Infernale Earthlings, tra gli altri)... Non ce n'è proprio alcun bisogno, per il "critico" che guarda al cinema, prima che al film in sé. Questa roba si può paragonare ai circenses dell'antica Roma; e allora ci chiediamo, quando il confine tra il "meglio" e il "peggio" che è già irrimediabilmente confuso con i pochi titoli di questo infimo sotto-sotto-genere, sarà del tutto scomparso, cosa ne sarà di ogni possibile o presunta morale dell'utenza? Cosa sarà "meglio" delle dita mozzate con il trinciapollo (che era anche il grande hobby di Chopper), del bulbo oculare estirpato e dello scannamento in diretta? E arriverà forse il momento in cui i "finti snuff" diventeranno "veri" ma sarà facile farli passare per "finti" grazie al livello di realismo raggiunto?

... O è già successo?

Secondo l'autore almeno 99 volte, prima di questo film.
Sapendo che mia madre non si perde una delle avventure necro-poliziottesche che oggi vanno per la maggiore in TV, forse preferisco non saperlo.
Giudizio: già visto.

P.S.: dettaglio preoccupante, a differenza del sito di A.U.M. il sito ufficiale di 102 suggerito da mr. interzone (link al suo blog sopra) non è più attivo, così come tutti quelli non ufficiali...
Mmhh...