Visualizzazione post con etichetta Janet Munro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Janet Munro. Mostra tutti i post

17/05/11

Wily Old Walt

Darby O'Gill and the Little People di R. Stevenson (1958)
è uno di quei film che vorresti vedere mille volte per la prima volta.
Perché oltre -ovviamente- i leprechauns, abitanti del sottosuolo e sudditi di Sua Maestà Brian Connors



(Jimmy O'Dea)

sugli  scenari incantati

e misteriosi


della verde Irlanda, sempre ai confini con Disneyland grazie all'arte del matte painting di Don DaGradi e Peter Hellenshaw, qui troviamo l'arzillissimo Albert Sharpe nel ruolo del titolo

colle sue occhiate da wily old codger
e la sua irresistibile risata


la superstar dell'eteroforia etilica Janet Munro (quella di Trollenberg), nata, vissuta e morta prematuramente per instillare il dubbio nei bloggers ACE del XXI Secolo

e sempre efficace in questo ruolo


e Sean Connery

che canta!


Darby O'Gill è una idea di Disney degli anni '40; già nel '48 visitò l'Irlanda annunciando la produzione del film che uscì dopo un decennio. Come si racconta negli extra del DvD, riuscì a convincere il pensionato Sharpe a tornare sulle scene per interpretare il vecchio furbone che riesce a ingannare il re dei folletti


e che infine diventa suo amico


Il film prevede anche una banshee:

che  canta il suo caoineadh


Oltre agli extra dove scopriamo i miracoli compiuti dai matte artists




e quelli della prospettiva forzata (forced perspective) come questi



che seppure efficaci richiedevano una illuminazione spaventosa del set:


tale da provocare il blackout di tutta Burbank-- e qualche scatto inedito





il pacchetto pescato dal torrent mena seco l'interessante ep. 26 della 5a stagione della serie TV Disneyland:

appunto

dove Luis Zamora aka Walt Disney  va a trovare il suo amico Pat O'Brien


per avere consigli sul film in fieri, e quello lo spedisce in Irlanda, dove il Ns. va al pub, conosce il vecchio Darby e i due ottengono una udienza ufficiosa presso Re Brian in persona


il finale, visto il titolo, è abbastanza immaginabile.
L'idea di Disney era di illudere il pubblico sul fatto che per il suo film avesse effettivamente catturato Re Brian costringendolo a portare sul set il Piccolo Popolo, così che oltre a diffondere foto pubblicitarie come questa



L'anno scorso ho scritto del "piccolo popolo" (V.) e della con-fusione tra ciò che fu mito sacro agli antichi ed è leggenda per i coevi; qui un libraio dublinese specializzato in  folklore mostra a "Walt" un enorme tomo



in cui è incisa la genesi del Piccolo Popolo: un tempo abitante del "paradiso" insieme agli angeli, ma schierato dalla parte sbagliata durante la famosa rivolta, e costretto all'esilio in fondo ai cieli cogli umani:


decisero di cadere su quella verde isoletta in mezzo al mare


e ci rimasero, da allora. Non so se il testo di Mr. Watkin (co-autore di Darby O'Gill) rispecchi fedelmente la tradizione indigena a questo riguardo, ma certo per il blogger è curioso vedere che oltre alle proporzioni ridotte e il contesto misticheggiante, i folletti condividerebbero anche la provenienza di quelli che oggi sono perlopiù soltanto "alieni":

vengono dall'Alto.

Qualche curiosità linguistica; Darby considera il "ruffian" Pony un blatherumskite, epiteto che deriva da:
"Blather, bladdher; a person who utters vulgarly foolish boastful talk: used also as a verb - to blather. Hence blatherumskite, applied to a person or to his talk in much the same sense; 'I never heard such a blatherumskite.' Ulster and Scotch form blether, blethering: Burns speaks of stringing 'blethers up in rhyme.'

Per offrire da bere a Sua Maestà rinchiusa nel sacco, Darby dice alla locandiera: "Fill the pannikin, 20 year old, the best in the house." Dove pannikin sta per  1. A cup or other vessel used for drinking. 2. The contents of such a vessel.

Quella che noi conosciamo come la "pentola d'oro" per gli irlandesi non è una pan ma un crock, che ha vari significati:
  1. A stoneware or earthenware jar or storage container. 
  2. A piece of broken pottery, a shard. 
  3. (UK, Australian) A person who is physically limited by age or injury. Old crocks home = home for the aged 
  4. (UK) An old or broken-down vehicle (and formerly a horse). Old crocks race = veteran car rally
  5. (slang) Silly talk, a foolish belief, a poor excuse, nonsense. (as in "that is a bunch of crock" or "the story is a crock")

Infine, da IMDB provengono nuovi termini come quelli di cui sopra: Darby è descritto come wily codger dove wily = sly, cunning, full of tricks e codger = amusingly eccentric or grumpy and usually elderly man.

Michael/Connery invece è strapping che significa "cerotto" (Adhesive plaster for binding injured parts of the body) o "laccio" (Strips of leather or pliable metal used to hold, strengthen, or fasten something) ma anche, e forse in questo caso, "marcantonio": (esp. of a young person) Big and strong.

01/05/11

The Flying Eye(s)

The Trollenberg Terror di Q. Lawrence (1958)
Il titolo che ho scelto per il mio post è uno dei titoli "indefiniti" di questo film nella pagina di IMDB; uno dei tanti esempi di  pubblicità ingannevole contenuta nel titolo stesso, dato che gli occhi sono"striscianti" e "rampicanti", come suggerito in altri casi, ma per quanto possiamo vedere non sono in grado di decollare... Se non qualche incauto scalatore che capiti nella loro nuvola radioattiva a bassissima temperatura, il loro habitat portatile. Una volta fuori dalle misteriose nubi che avvolgono Trollenberg in una morsa di terrore, i misteriosi decollatori si rivelano prodotti con derivati del petrolio,



talvolta più simili a cipolle trascinate da fili



e in questa tentata decapitazione vediamo uno dei peggiori lavori di modellismo in scala della storia:


dove la vittima sembra un ciondolo fatto con il das da uno scolaro di terza elementare.
Ma evidentemente, per il blogger c'è di meglio, nel pun che il titolo originale o meglio, i vari titoli, menano seco; e guardacaso -per il terzo titolo da cinque giorni a questa parte- si tratta ancora di eteroforia:


la qualità magica della giovane Janet Munro, attrice Britannica che visse un breve intenso periodo di successo  grazie a qualche film della Disney ma presto divenne un'alcolista, e morì a 38 anni.


Vedendo questa scena mi sembra impossibile che fosse alta 1.68


ma la sua breve altezza non è la caratteristica precipua che interessa il blogger, è un dettaglio secondario che l'accomuna a quell'esemplare eteroforico muliebre che lo interessò più di ogni altro nel millennio passato, la ex-signora Thompson... Colei aveva un nome alquanto simile a quello del personaggio della Munro in questo film (mentre il cognome è vieppiù lo stesso della mia prima fiamma, casualmente); nel mio delirio romantico vissuto in sua compagnia scrissi un copione ("Il dente padre") che ovviamente non fu mai trasposto in forma filmica; nella scena d'apertura ella appariva con un impermeabile su uno fondale montuoso in chroma key

...
ovviamente non era mia intenzione "citare" questo capolavoro dello Z movie, ma è possibile che questa scena sia rimasta impressa nella mente del blogger bambino quando vide questo film la prima volta, benchè il film in sé e la sua stessa visione non partecipino delle mie memorie "conscie"...

Così oggi so di avere "immaginata" una scena che di fatto avevo già vista realizzata; protagonista, una ragazza che la prima volta avevo creduta essere Inglese, e fulvocrinita; e che non lo era, ma era senz'altro eteroforica.
Questi "creeping eyes" continueranno a guardarmi da un'altra dimensione, dalla sua dimensione, perseguitandomi con tutto il fascino e l'incanto e la meraviglia che non ritroverò mai più in nessuno sguardo, per il resto dei miei giorni?


Certo, l'idea di uno sguardo "eteroforico" (dal Gr. "heteros ovvero "altro" e phoros "che porta") in questo caso è esponenzialmente ambigua; consoliamoci di essere usciti da quella nuvola di morte sottozero, e del fatto che è iniziato il mese di Maggio; Eyes of Jasper Thompson è tornato online sembra che abbia avuto davvero 2800+ visite in un mese.

C'è qualcosa di confortevole in questa mia "altrezza" oculare personale, che può ancora consolarmi di altre cose, adorabili ma decisamente troppo altre per il blogger.