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29/10/10

Back again in the Village

Once more, I think "I know this place"

There are so many lava lamps in the Village, you know...

I find myself down here again, and everything's the same.
I don't want to talk to nr. 2 again.
I don't want to play chess with the old men.
The statues watch me while I'm wandering around; here's the good ole Rover

And I guess this is an archetype:

Ατλας Τελαμών; the one who holds the "world". Did you know that the original Atlas held the sky? So, how come that today he's depicted holding the Earth?
I don't know, but I do have the slightest clue.

That's necessary, to me.

I'm back down here again.
Portmeirion would be a jolly good alternative.
In the Village everything's the same, except for the language.
Now what do you expect they could speak in South Wales?

This was my profile image on Facebook some time ago:


Of course, I'm not a number. I am not a prisoner.
I am not a man, either.
I'm just an observer; "a machine for seeing and remembering".
Now that you know that, and I'm back in the Village, and I do know the game, I'm just getting curioser...
Don't you?
Be seeing you.

21/05/10

Uomo Cattivo

Era inevitabile che vedessi solo oggi l'ultimo episodio di The prisoner.
Se qualcosa fa nascere in te una domanda è sicuramente più preziosa di qualunque cosa che ti dia una qualsiasi risposta.

--

Nessuna produzione televisiva è paragonabile a The Prisoner, forse l'unica cosa simile ad arte mai proposta agli utenti; ma per il blogger la serie è soprattutto una parte del lontano sogno che chiamano passato. Rivederla per intero trent'anni dopo è stata una bella esperienza, e infine mi pare che l'archetipo del prigioniero terricolo in un mondo-paese sia raffigurato, nella mia mente o in quella degli autori, nella figura di Rover, il guardiano del Villaggio.
Permettetemi dunque una libertà che mette in relazione il serial di McGoohan con il capolavoro di Kubrick, uscito l'anno seguente (o forse solo 9 mesi dopo :)

il che forse spiega il successo strepitoso e nel contempo "alternativo" di quest'opera.
Non dimentichiamo che il comune denominatore tra The Prisoner e 2001 si può esprimere facilmente con un termine che raramente mantiene il suo significato originale nel linguaggio comune, di psichedelico. Così si definiscono certe droghe, e di conseguenza tutto ciò che apparentemente è derivato dal loro uso, i cui aggettivi più appropriati sarebbero "pirotecnico", "stravagante", "surreale", etc., mentre in questo caso sembra più attinente alla etimologia di "rivelazione dell'anima". Qualcosa che non appartiene né al materialismo dell'immaginario collettivo, riprodotto artificialmente all'infinito, né tantomento alla falsa logica che governa il nostro mondo-di-parole. E che non riguarda ovviamente gli ex-agenti segreti, ma chiunque abbia un barlume di intelligenza. Caso ben più raro.

Be seeing you.

25/03/10

C'era una volta in TV

Il penultimo episodio della serie vede il ritorno sul set del Villaggio di Leo McKern come #2


il quale ordina un "trattamento completo" (absolute degree, con un riferimento al "3° grado" degli interrogatori, ma anche alla laurea che non hanno riscontro nel tit.it.) per #6. Tutto l'episodio si svolge quindi nella "stanza embrione" (embryo room) dove per una settimana 2 fa rivivere al prigioniero "le sette età dell'uomo", a partire dal suo rimbambimento artificiale:


prodotto nottetempo attraverso il lampadario.
Nell'appartamento sotterraneo avviene lo scontro -soprattutto verbale- tra i due, dopo che 2 si è imposto come figura paterna, e ha inizio una pantomima esasperata in cui i dialoghi sono spesso composti di soli numeri; finalmente Angelo Muscat (divenuto guest star) muove un po' le mani

e all'occasione diventa bobby

Nel finale #2, che spera ancora di avere una risposta alla domanda "perché ti sei dimesso?" (ricordiamo ancora, resigned, che sta anche per rassegnato) ricorre all'arma finale: whisky di malto.

Ne basta un goccetto; poi 6 rinchiude un 2 ormai sulla soglia dell'esaurimento nervoso nella gabbia a lui destinata;


il n.2 muore (alert: spoiler).

E' l'episodio più sinceramente nonsense dell'intera serie, il più spudoratamente ludico (ricordiamo che to play sta per "recitare" come anche per "giocare") scritto e diretto da McGoohan, che si era ovviamente montato la testa ma non avrebbe mai tradita la causa del suo #6 e l'atmosfera pregna di turistica assurdità coatta del Villaggio; l'ebbrezza di potere catodico, e la fascinazione pseudo-onirica dell'architettura drammatica di cui è prigioniero danno vita ad uno stravagante spettacolo che ricorda un happening, e che -ricorda lo stesso in qualche documentario- portò davvero l'antagonista/spalla McKern sull'orlo della crisi di nervi.

All'arrivo del Supervisore (Peter Swanwick) nella scena finale, il quale gli chiede cosa desideri, 2 risponde laconicamente: "Il n. 1"; "L'accompagno", risponde quello.

Il set della "stanza embrione" viene abbandonato:


Questa prima visione apocalittica che introduce l'ultimo episodio rivela già tutto quello che può pretendere di sapere lo spettatore: che è prigioniero di una messinscena senza nulla di simile ad un significato, o una risposta, oltre quelli che ritiene valga la pena di cercare. O peggio, di trovare. Dunque il titolo originale di questo episodio (da noi "Le sette età dell'uomo") non solo mi ricorda che l'ho visto per la prima volta 30 anni fa (circa) ma che probabilmente da allora ho questa medesima impressione del mio stato in fondo ai cieli.

Be seeing you.

17/03/10

Letteratura d'evasione

A proposito di The Prisoner Wiki ci ricorda "che gli episodi non furono realizzati né nell'ordine in cui vennero trasmessi, né in quello in cui erano stati ideati. Ciò avvenne perché la ITV iniziò a trasmettere la serie prima che fossero terminate le riprese di tutti gli episodi, pertanto in alcuni casi furono mandati in onda degli episodi semplicemente perché erano già stati girati, senza preoccuparsi dell'ordine previsto delle puntate."

L'episodio di stasera è il XV del torrent, e sia della programmazione RAI -riportato da Wiki come "La figlia dello scienziato pazzo"- che di quella ITV, "The girl who was dead"; non mi stupisce che qui si intitoli

... Forse il più apertamente ludico dell'intera serie, è tutto ambientato fuori dal solito set del Villaggio, negli Studios MGM di Borehamwood

un messaggio che nessuno vorrebbe leggere sul fondo del suo bicchiere

E' un gioco di spie senza sosta, dove alle mosse della misteriosa nemesi muliebre di "6" corrispondono le sue astute e infallibili contromosse (come bere una raffica di liquori nauseanti per liberarsi rapidamente del veleno) in un clima affatto divertito e con una suite di musichine beffarde di accompagnamento; non si risparmiano nemmeno i giochi di parole, dove il fabbricante di candele è Leonard Snuffit (to snuff out sta per spegnere -una fiamma- to snuff it è crepare) David Dough (impasto) è il fornaio e...


Scopriamo infine, dopo mille peripezie tra l'adventure e lo sparatutto (perché la giocosità pregnante dell'episodio visto su PC suggerisce questi termini, per quanto anacronistici) che "la figlia dello scienziato pazzo" non era un titolo campato per aria, quando il padre compare sulla scena in alta uniforme

e minaccia di far decollare il nostro legato all'interno del suo faro (probabilmente lo stesso in cui è cresciuto Guy Maddin) che è "in realtà" un razzo... Così scopriamo che sia l'originale che il primo titolo Italiano erano senz'altro meglio di quello (spoiler) toccato a noi, perché alla fine n. 6 fugge davvero dalla morte, e si ritrova al Villaggio dove ha appena finito di narrare questa favoletta spionistica


a degli ignoti marmocchi

e all'implacabile ficcanaso n.2 che si rivela essere proprio "Napoleone", il quale lo osserva e lo ascolta dalla sala di controllo in compagnia della sua presunta erede.

Be seeing you.

14/03/10

Be seeing you

Dopo circa tre mesi e un provvidenziale cambio di torrent riesco finalmente a vedermi il 14mo episodio del serial Il prigioniero, dall' opportuno titolo di

dove il n.2 di turno è interpretato dal simpatico Patrick Cargill

che tutti ricordiamo protagonista della serie anni '70 Father, dear father...
Questa volta n.6 non fa altro che escogitare nuove trovate per insospettire il povero n.2 che ha osato sfidarlo apertamente

spingendolo a minacciare il licenziamento di due colonne del sistema telefilmico come

il n.26

e addirittura Angelo Muscat

Malgrado l'altissima tecnologia di cui dispone

ovviamente anche questo n.2 finisce per perdere il posto, e anche qualche rotella, menato per il proverbiale naso fin sull'orlo della paranoia.

Anche in questa puntata si respira la tradizionale atmosfera di turismo coercitivo che contrad-distingue tutta la serie; un'atmosfera che mi è ben nota oggi quanto mi era del tutto estranea a 8 anni di età...

Qui Wikipedia suggerisce alcune attinenze fra questa serie TV e quella filmica di Matrix; sicuramente questo è stato il primo prodotto dell'intrattenimento di massa a spingersi oltre sé stesso, istillando nella mia acerba mentucola di utente catodico il dubbio che tutta questa messinscena sia soltanto una facciata per qualcosa d'Altro.

Curiosità: questo XIV episodio del torrent che è in effetti il X della serie Italiana è il IX della serie originale, dal titolo Hammer into Anvil; il titolo che leggiamo qui sopra risulta essere "alternativo" rispetto a quello con la traduzione letterale della parafrasi goethica (Martello contro incudine). Purtroppo non sono riuscito a sapere quale sia la versione originale del verso che qui è stato reso come quello in apertura a La Ballata del Prode Anselmo; il motivo di questa libera traduzione "alternativa", probabilmente è lo stesso che ha reso Brewster McCloud in Anche gli uccelli uccidono, e Jeremiah Johnson in Corvo Rosso non avrai il mio scalpo... Italianità. Che altro.

P.S.: l'anno scorso è stato trasmesso questo remake della serie, che inevitabilmente ci ispira un solo pensiero già alla prima apparizione del protagonista:



"Jesus Fuckin' Christ!"