02/11/09

Ragione Ottenebrata

Ci sono archetipi in questo film:


Dark City di A. Proyas (1998)
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sappiamo che tutte le formule di Herr Jung sono da considerarsi sulla base della sua Verità, unica e inoppugnabile, che "in fondo nulla ha significato; ha significato soltanto l'incomprensibile".
E dal momento che qualcosa, qualsiasi cosa viene compresa, in fondo ai cieli, il suo significato cessa di essere, nella dimensione di chi l'ha compresa. Qualsiasi cosa, e tutte le cose.


Non parliamo di comunitarismo e libertismo; ma di come ognuno, e tutti gli sforzi dei ricercatori all'interno della logosfera psicologica siano da principio destinati al fallimento; che la stessa logica della quale partecipa ogni differenziazione del sapere umano è soltanto il disperato tentativo dell' uomo di contenere l'Assoluto, che è sempre stato e sempre gli sarà Incomprensibile. E che egli tende da principio ad assimilare all'archetipo "divino".


In questo, soprattutto, si mostra la mostruosa codardia dell'uomo in fondo al cielo, la cui paura principale è di morire; per questo egli si accoppia alla morte, che gli dia una discendenza il cui retaggio sia il medesimo, geneticamente predestinato alla paura di morire, e alla morte stessa.
Ci sono archetipi mostruosi in questo film:


La Città

La città è il luogo di morte; avvolta nella cappa eterna delle tenebre, in continua mutazione e sempre uguale a sé stessa. La città è evoluta nei millenni, da luogo in cui vivere a luogo in cui morire; lo "inquinamento" di questo archetipo corrisponde alla sua estrema sofisticazione, al punto della sua massima evoluzione; la città moderna -non è un mistero- è una camera a gas.
Ci dobbiamo chiedere perché migliaia e migliaia di milioni di individui -come Jack Daw, lo scrittore- la abitano, sapendo di morire un giorno dopo l'altro?


La Terra è piatta; non è altro che un buco allagato nello spazio, sulle cui acque galleggiano granelli di polvere; per questo mondo di acque tutto ciò che rimane in superficie è arido e sporco, e da quello proviene sporco. La prima cosa da conoscere di questo mondo è quanto di più sconosciuto; è un mondo composto per 3/4 dalle acque il cui regno è per 3/4 del tutto ignoto; questa è una "realtà scientifica", ma cosa significhi realmente per l'umanità, nella sua realtà sublunare quotidiana, è un mistero della stessa proporzione dei mari e degli oceani. Potremmo dire che questo pianeta ci è meno familiare di Marte (e tutto porta a considerare anche questa affermazione come "archetipica").

La realtà di questo mondo è un mistero fortiano; dal giugno al settembre 2001, nel villaggio Indiano di Kerala è piovuta roba rossa dal cielo. Nella pioggia c'era roba viva, cose simile a cellule ma di cui sembra abbiano fatto una gran fatica a identificare il DNA, se l'hanno poi fatto; ipotesi, studi e ricerche si sono susseguiti da allora senza un referto definitivo, a quanto pare. Nel 2008 nella stessa zona sono piovuti piccoli pesci. Questo video girato in Colombia è stato pubblicato su YouTube nell'agosto 2008; non sappiamo a quando risalga la notizia, ma sicuramente esistevano già le videocamere, quindi è storicamente prossimo alla nostra epoca. E' successo anche in Vietnam, ma solo per 30 minuti; questo articolo riporta i tre avvenimenti.


L'archetipo dell'Uomo Nero. Non credo che l'uomo nero sia una raffigurazione popolare della "morte"; su Wikipedia leggiamo che The Bogeyman è raramente nero: Italia a parte, questa caratteristica compare solo in Germania (dove non si riferisce al colore della pelle o degli abiti, ma al fatto che si nasconde nel buio) e in Egitto البعبع (El Bo'Bo', evidentemente l'origine del ns. babau, attraverso il Gr. Μπαμπούλας). L'uomo nero dovrebbe avere una Madre antica almeno quanto la famosa Lilith, ma qual' è l'origine dell'archetipo? L'archetipo E' l'origine, lo dice il nome stesso, ὰρχέτῦπος. E' il Modello Originale; l'Uomo Nero rapisce i bambini, l'Uomo IN nero dei racconti di fantascienza può apparire semmai quando un bambino è stato rapito. Dagli "UFO".

Quanti video di UFO si sono girati, quante foto sono state scattate? Migliaia, senz'altro, ma non centinaia di migliaia, o milioni; senz'altro non miliardi; e senz'altro perché non tutti hanno una macchina fotografica o una videocamera al momento giusto, ma anche le semplici testimonianze verbali o scritte di simili incontri non riguardano la maggioranza assoluta, tale da zittire in maniera schiacciante gli scettici- ad-ogni-costo. Si direbbe quasi che gli UFO si vedono "per caso", quasi accidentalmente, come se qualcuno avesse dimenticato di schiacciare il tasto del cloacking device... se non l'ha fatto apposta...


Oggi il mito oscuro dell'Uomo Nero (o Bogeyman -- da notare che nei video della NASA gli astronauti segnalano un UFO come bogey) è in declino, come i racconti davanti al fuoco, mentre il fenomeno giornal-americanistico delle alien abduction è sempre vivo, quando le famiglie si possono riunire occasionalmente solo davanti al focolare catodico. Le testimonianze a proposito sono più rare del semplice avvistamento; non così rare da non far vendere giornali, riviste, libri, film e programmi tv sull'argomento. Ma i rapiti sono molto più rari dei testimoni oculari, e i loro racconti sono accomunati in genere dalla descrizione di una qualche "visita" più o meno spiacevole


che ci ricorda le iniezioni di memoria nella testa, in Dark City.

Noi viviamo il sogno dormendo, come di giorno viviamo fuori dal sogno; la nostra realtà non è mai definitiva, fintanto che al giorno segue la notte; e fintanto che di notte dormiamo.
Se possedessimo una tecnologia tale da viaggiare nelle diverse dimensioni "spaziotemporali", difficilmente avremmo un dispositivo di occultamento visivo ad azionamento manuale, e tanto meno qualcuno che si dimentica di attivarlo; allo stesso modo, se potessimo rapire bambini grandi e piccoli dai loro letti a nostra discrezione, saremmo in grado di farlo senza lasciare il minimo indizio del nostro operato. Non sappiamo se questo accade spesso, se mai è accaduto, ma per il poco che ne sappiamo possiamo pensare -ispirati dall'opera di Proyas- che tali episodi non siano una rarità assoluta, ovvero che i racconti non provengano da quelle poche persone rapite per qualche motivo, ma da quelle poche che tra tutte ricordano qualcosa; e che tutte quelle persone, per quanto ne sappiamo, potrebbero essere tutte le persone.
E potrebbe essere che il nostro desolante stato di Incoscienza Controllata sia controllato periodicamente da qualche addetto alla nostra incoscienza, attraverso tennologie che non mi sogno nemmeno di conoscere. Potremmo installare una videocamera con nightcapture davanti al letto, come in quella porcheria infame di Paranormal Activity (che sta spopolando negli USA); ma dubito che sia un tipo di stratagemma tanto furbo da eludere la stessa illusione materiale che si potrebbe riprendere con essa. A parte qualche poltegeist.
Intanto scarico Aliens of the deep, uno dei miei film preferiti.
Qualcosa ci ha indotto a credere che dal fondo del mare sia sorta la vita su questo pianeta; qualcosa, Qui e Ora, mi induce a credere che non sia finita lì.

Casualmente poi capito su http://www.thefourthkind.net

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