07/12/10

Il Malessere

 Der Untergang di O. Hirschbiegel (2004)
Nessuno dei miei possibili lettori potrebbe mai capire il mio strano rapporto con questo particolare momento del passato, e con il personaggio infinitamente ambiguo che è Adolf Hitler; tant'è che non lo capisco neanch'io, limitandomi a contemplare le vaghe memorie oniriche che comprendono questi fattori e da sempre mi suggeriscono realtà assolutamente inconoscibili... Come la maggioranza delle realtà oniriche, in effetti, ma che per qualche motivo sembrano nascondere un significato particolarmente profondo, estremamente misterioso; e, per dirla tutta, anche abbastanza scomodo, per un neo-hippie ascetico e politicamente agnostico come il blogger. Per questo, Der Untergang è stata per me un'esperienza filmica alquanto strana, non solo perché -come per molti altri spettatori- il ricordo + vivido di Ganz è quello del suo ruolo angelico in Der Himmel über Berlin (1987) ma perché la mia simpatia per questo suo personaggio non meno controverso è financo superiore, e l'agonia dell'uomo e del suo sogno, vissuta nel bunker sotterraneo del titolo mi riesce straziante, con attimi di pura, ridicola commozione.


Al di là della bravura dell'interprete


il film non è particolarmente illuminante dal punto di vista biografico, ma per quanto mi riguarda questa singola battuta


dovrebbe almeno far riflettere lo spettatore sul motivo di un simile accanimento dell'uomo che aveva quasi conquistato il mondo, nei confronti di un popolo in apparenza inerme e irrilevante.
Soltanto un uomo, che io sappia, ha mai osato affrontare apertamente il Potere Occulto dei Giudei; il suo simbolo era il simbolo stesso del Benessere, (paradossalmente ancora presente nell'alfabeto virtuale che è il codice ASCII: 卍) ma grazie ad un'opera di disinformazione globale che non si è mai interrotta da allora, oggi sono ben pochi gli Utenti consapevoli di cosa questo abbia significato realmente, e perché il Malessere di questa cosiddetta civiltà appaia inesorabile e onnipresente, malgrado la guerra sia stata vinta dai "buoni" "Americani"... I portatori di pace, che ancora adesso stanno portando pezzi di pace di ogni calibro in Iraq. Tutto quello che posso dire di sapere, della "storia", per quanto recente, è lo stesso che posso dire di ogni cosa presente Qui e Ora: che certamente NON è quello che qualcuno vuole farci credere.



Se un film estremamente provocatorio dovesse mai suggerire al mondo che di fatto la guerra non fu vinta dagli "Americani", ma dai veri nemici di Hitler e i veri fautori delle "guerre", gli stessi che governano l'America oggi, dubito che il pubblico moderno avrebbe abbastanza intuito o background per afferrare il suggerimento; ma dal momento che il mercato del cinema -come ogni altro mass-media- appartiene a quella medesima schiatta, il problema non si pone. Intanto, la fiaba dei sei milioni di giudei è stata pubblicamente messa in discussione da ogni storico con un minimo di buon senso da cinquant'anni a questa parte, ma nel 2004 ancora si poteva dire liberamente in un film distribuito a livello mondiale:


...e se a dirlo è la segretaria personale del Führer, chi può metterlo in discussione?

Adolf Hitler era un vegetariano convinto; Eva Braun odiava tutte le sue attenzioni verso la cagna Blondi, anch'essa avvelenata per paura che finisse nelle mani della "bestia rossa"...


Questi sono fatti che nessun "negazionista bolscevico" potrebbe mai confutare.

Giudizio: incredibilmente triste.

P.S.: oltre a (priests') "drivels", ovvero corbellerie (da prete), il film ci insegna una parola che designa un'altra caratteristica del diabolico Adolfo: he was teetotal, cioè astemio.

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