12/01/10

"Der Himmel über Berlin for dummies"

C'è una sola cosa che mi soddisfa nell'aver visto questo film: che dopo un' ora e passa di agonia ho capito che soltanto una donna poteva arrivare a tanto.


City of angels di un B. Silberling (1998)

E avevo ragione: infatti è una tale Dana Stevens la principale colpevole di questa glassata, viscida e femminissima Americanizzazione dell'opera filmica - già abbastanza sofisticata da sembrare Americana- di Wenders, la quale aveva tra l'altro il raro pregio di una grande fotografia in bianconero e un cameo di Nick Cave on stage. Ed era ancora abbastanza Tedesca (per non dire maschia) da non ammettere tutte le inutili pietoserie che vengono puntualmente sciorinate qui una dopo l'altra, secondo un copione imprevedibilmente modificato che in ogni istante della sua rivelazione si scopre orribilmente prevedibile e ancora una volta, tutto sommato, inutile.
Dunque a mia insaputa e di nuovo, basandomi sulle sempre meno affidabili classifiche trovate sul web, ho scaricato questa roba senza conoscere regista, cast o trama, e mi sono trovato a guardare Nicolas Cage e Meg Ryan (V. foto) nel film scritto da una donna e diretto da uno sconosciuto ebreo, che sembra l'episodio di un telefilm Americano tratto da Der Himmel über Berlin ...
E' un fatto quasi surreale, e la volgarità dell'insieme è quasi paralizzante. Il colpo di grazia sono le canzoni di Alanis Morrissette, che sono in grado di rivoltarmi lo stomaco in circostanze normali, ma in questo caso associate alle immagini avrebbero potuto essermi fatali.
Dunque, a parte la mia intuizione sul colpevole, la cosa migliore dell'aver visto questo film è l'essergli sopravvissuto.
Ma questo non è soddisfacente.

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