22/01/10

A sticky question

Tutto inizia con questa "Top ten bizarre paranormal phenomena" su Listverse. Non saprei dire perché questo particolare argomento -al 3° posto nella classifica- e non invece la "piccola gente" o gli "uomini-ombra", per fare un esempio, abbia sibito attirata la mia attenzione spingendomi a una lunga ricerca e una piccola serie di scoperte che hanno occupato l'intero pomeriggio; the black stick men.
Su internet non esistono foto o video, e le due rappresentazioni grafiche reperite non sono esattamente dei capolavori; del resto, ammettiamolo, anche dipinto da Bouguerau un "uomo stecco" non può presentare delle qualità estetiche particolarmente pregevoli. Specialmente di profilo, dal momento che nella maggior parte dei (pochi) avvistamenti di tali entità esse vengono descritte come bidimensionali. E a tale proposito, mi chiedo se invece gli "shadow people" siano tridimensionali, o se piuttosto non si tratti dei medesimi uomini-stecco visti in particolari condizioni... La migliore descrizione di un incontro con una di queste entità notturne filiformi è probabilmente questa su Pararesearchers, che racconta un avvenimento senz'altro spaventoso ma, nondimeno, talmente eccessivo nel suo surrealismo che persino la paura si dimostra una reazione inadatta alle circostanze. A differenza delle testimonianze ormai comuni degli "incontri ravvicinati" dei vari tipi con presunte entità non-terrestri (in genere dotate di una astronave non-identificata) la mia impressione su questi fatti è che essi si oppongano tanto duramente ai meccanismi della logica umana da poter stravolgere definitivamente la mente del testimone; oppure, che questo sia successo in precedenza (e che una mente disturbata abbia creato un mostro che va oltre le fantasie più popolari, ed è quindi commercialmente nullo) mentre a quanto pare i testimoni sono ancora in grado di esprimersi verbalmente in modo intelligibile dopo l'esperienza, e non sembrano insistere su eventuali traumi, a parte il terrore momentaneo e la più longeva curiosità sull'accaduto. Il racconto di Andy è ripetuto in una versione stringata su ForteanTimes, dove dà vita a 11 pagine di forum in cui sono riportate altre esperienze simili e una serie di links + o meno degni di nota. Alla fine si tira in ballo "el hombre de Quives", il famoso uomo-stecco su YouTube che in questo video viene rivelato per quello che è: uno stecco, a cui i nostri occhi (con l'aiuto di una pessima ripresa) aggiungono la parte umana. Ancora, un racconto dall' Ohio su Archive X, questo "casalingo" su About.com, con il primo disegnino e infine questo del collega blogger qui su Blogger, con un secondo schizzo della creatura.

A onor del vero sono arrivato da poco a questa testimonianza, dal momento che il risultato della ricerca sugli stick men di Google mi ha portato dapprima a questo titolo, mentre l'effettivo uomo-stecco è menzionato nel racconto come "stick creature"... E' qui che in un commento al post leggiamo una delle più straordinarie e affascinanti esperienze di cui abbia mai avuta notizia, nelle parole di un borky al cui blog purtroppo non riesco ad accedere. Non ha nulla a che fare con gli stecchi, ma è lo spaccato di una vita altra che a quanto pare è accessibile talvolta per il comune blogger così come lo era per gli autori del mito e della leggenda.

Il blog Intangible Materiality ci presenta un ricco "index of the damned" da fare invidia a Fort in persona, tutti ugualmente interessanti e "misteriosi"; ma al momento non c'è nulla di più interessante di qualcosa che sembra del tutto sconosciuto, e che nel contempo, in qualche modo, mi sembra di conoscere da sempre. Mai sentito parlare degli uomini-stecco? Figure alte, dal passo traballante, senza alcun indizio di tratti somatici, e talvolta di una profondità?

Nel 1985/7 ho scritto e illustrato il soggetto per il film "Mostri", dove il giovane protagonista Elzie Walker, reso zombie dalla ferma militare e in piena decomposizione tra le Alpi Elvetiche, incontra i cinque "giganti della notte":

©1985 Lexy Lex

gli schizzi di queste creature li ritraggono alquanto simili ai suddetti stickmen, con l'aggiunta di occhi luminescenti (derivati da un racconto di prima mano o da un video dei Cure, a scelta). Ora, non so come o perché queste entità archetipiche si possano o si dovrebbero distinguere dai cosiddetti "uomini ombra", se non per la loro apparente altezza o per le insolite proporzioni, fattori secondari di apparizioni accomunate da una essenza totalmente ignota; non so nemmeno da dove siano saltati fuori i "giganti della notte" del mio script, dal momento che non avevo mai letto niente del genere fino a oggi pomeriggio, e queste "ombre viventi" non appartenevano alla mia sfera onirico-letteraria. Dunque questo è verosimilmente il motivo del mio interesse per questo oscuro oggetto, che si estende facilmente alla realtà non meno tenebrosa dell'essere umano; il risultato è questo quadretto veloce (il cui titolo è ispirato al film di ieri sera) che pubblico su deviantart:


è la risposta alla domanda "Why did the cavemen depict themselves as stickmen?"

P.S.: un rimando alle avventure dell'orsetto Rupert da ForteanTimes ci regala questa insolita visione del personaggio-stecco di Raggety:



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