17/01/10

Indizi di una (in)coscienza logica

Questa mattina MM2 aveva una manciata d'erba, ma io dovevo attraversare Milano per andare ad un appuntamento di lavoro; stavo appunto saltando delle collinette d'asfalto lungo uno stradone deserto, facendo acrobazie che per effetto della forza gravitazionale mi sarebbero state fatali, quando mi sono svegliato. E l'unica, distinta, persistente idea fissa era: Acido Carbonico.

Inevitabilmente, mi sono informato su questo elemento, che è risultato essere "CO2 disciolta in acqua", ma che è anche "reputato il punto d'incontro tra la chimica organica e la chimica inorganica in quanto può essere inteso anche come un acido dicarbossilico"; è un acido indispensabile alla vita, ma aldilà della sua realtà fisica, il mio interesse si concentra sul suo valore onirico, derivato dalla sua comparsa come pensiero logico (parole) in conseguenza ad una visione che nella mia logosfera ha poco o punto da spartire con il particolare elemento chimico - a parte il fatto che senza acido carbonico non potrebbe esistere il sognatore.

Avevo mai sentito parlare dell'acido carbonico? Probabilmente sì, ma quando? Questa notte, dopo aver visto The call of Chtulhu (V.), scritto il mio postino notturno e lavati i denti, non ho avuto modo di pensare agli acidi organici e inorganici, quindi ho un buon motivo di chiedermi perché uno di questi -di entrambi i tipi, come abbiamo scoperto- abbia occupato il primissimo pensiero durante la veglia. Il che è anche un buon motivo per un post.

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