03/04/10

Prigionieri dello Ceano

Questa volta il thrilling non è limitato alla situazione momentanea; malgrado la tensione effimera di alcuni momenti, la domanda che si pone lo spettatore di

Lifeboat di A. Hitchcock (1944)
☻☻☻☻

fin dall'inizio è "riusciranno a scapolarla?" Incroceranno una nave? Avvisteranno terra? O, perlomeno, pioverà? In pratica, una suspense ininterrotta, o meglio, interrotta e rinnovata continuamente da ogni minimo accadimento sulla scialuppa che è l'angusto set (e il titolo); scritto da John Steinbeck, Lifeboat è uno dei rarissimi film girati interamente su una barca a remi; forse l'unico.

Con un cast ricco e convincente, dove ritroviamo lo Hume Cronyn che ricordo (soprattutto) come il vecchio miracolato assieme a Don Ameche in Cocoon (1985)

e l'ormai crepuscolare Tallulah Bankhead, "ripescata" (è il caso di dire) da Hitch

che qui scopriamo famosa soprattutto per i suoi vizi privati più che per le pubbliche virtù.
Va citato anche William Bendix,

con tutto il suo simpatico faccione (descritto qui Jut-jawed, broken-nosed and burly), al quale tocca la sorte più odiosa che si possa augurare al più odioso dei nemici; è a lui infatti che devono amputare una gamba...

con l'unico strumento disponibile...
Ma ammettiamolo, è comunque meglio di un cucchiaio; che già sarebbe stato meglio di un cucchiaino da tè. L'altro grande thrilling del film è: come potrà apparire il Maestro nel suo tradizionale cameo, data la pochezza del set? Ovviamente, su un giornale:

Sì, a quell'epoca Hitchcok aveva i capelli neri; ce lo comprova questa foto sul set con la succitata donnaccia del jetset:

Tecnicamente eccelso, addirittura (paradossalmente) realistico in qualche passaggio, originale ai limiti dell'infilmabilità nell'ambientazione, Lifeboat è un altro capolavoro quasi-sconosciuto che sono molto lieto di aver conosciuto oggi.

A pro, trovando questa foto ho trovato anche l'URL della Alfred Hitchcock Wiki. Questa è la pagina dedicata a Lifeboat. Parafrasando il Maestro, Goodnight.

Nessun commento:

Posta un commento