07/04/10

yawn

☻☻

Topaz è un film anacronistico; è come vedere un film di Hitchcock del '49 o del '59

con tanto di McGuffin

e gags visive

(qui la gag consiste della porta chiusa, che non ci permette di sentire il dialogo)

ma niente omicidi; e all'improvviso saltano fuori un claudicante Philip Noiret

e Michel Piccoli; qualche spezzone di telegiornale finisce montato insieme ad una storia di missili, agenti segreti e barbudos, compresi i più famosi

Fidel
e il Che in persona; pressoché sprovvisto di suspense, con un intrigo internazionale piuttosto convenzionale e non proprio avvincente, Topaz è un Hitchcock avaro, tiepido, con una sola trovata visiva memorabile nell'omicidio della bellezza esotica Juanita de Cordoba (Karin Dor), le cui vesti riprese dall'alto sembrano sbocciare quando cade morta


In compenso il Maestro non è avaro di sè, mostrandosi qui per ben due volte, all'inizio

e alla fine del film:

Topaz è forse l'unico Hitchcock che non sembra avere nulla di straordinario; ma trattandosi di un Hitchcock, questo è straordinario. Tutto bene, dunque, a parte il fatto che sembra davvero un film ordinario; considerando che il successivo (Frenzy) è comunque un film straordinario, non possiamo attribuire questa impressione ad una effettiva opacità hitchcockiana, magari dovuta alla senilità. Evidentemente, era sua intenzione fare un film che sembrasse ordinario a tutti gli effetti, mentre tutto il resto del mondo -nel 1968/69- cercava di essere straordinario.
Geniale come sempre.

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