15/05/10

The magnificent ghost

Me and Orson Welles di R. Linklater (2006)
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Ho amato il flusso cinematico di Linklater da Slacker (1991) fino al mio preferito, Before sunrise (1995); a parte l'esperimento di cartoonizzazione di Waking Life del 2001 (poi ripetuto in A scanner darkly nel 2006), i seguenti hanno confermato il suo talento registico con dei lavori più tradizionalmente "solidi" a discapito dell'inventiva, tanto a livello narrativo che tecnico. Me and Orson Welles non ha nulla dei primi Linklater, e avrei voluto vederlo senza conoscerne l'autore, soltanto per apprezzarne i meriti al di là della sua densità linklateriana.
Non ho potuto farlo.

La performance di Christian McKay, che potrebbe davvero essere un erede illecito di Welles, purtroppo è anche la cosa più interessante del film, basato su un romanzo di Kaplow che descrive gli esordi del Mercury Theater attraverso i primi passi di un adolescente nel mondo dello spettacolo. Il fatto che costui sia interpretato da Zack Efron

ha portato qualcuno a concludere che in Me and Orson Welles "The only problem is the me".
Ma a ben vedere -i primi Linklater- non mi sembra né l'unico né il più grave.
E ancora, ricordando la Stanwick di Double Indemnity (V.) chi mai rinuncerebbe a lavorare con Orson Welles per farsi questa:

?

Film piacevole, è vero, ma ancora una volta non è quello che basta a fare un buon film, e soprattutto non un buon Linklater.


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