05/02/10

Un sorriso

La storia del suicida Zia che da morto si trova e vagare in un altro deserto -di nuovo, l'unico elemento surrealistico in una commediola paranormale (che para normale...)- è narrata in questo

Wristcutters di G. Dukic (2006)

che mi risulta anche il primo film in cui Tom Waits vola. Non c'è molto da dire su questo road-movie parziale, tra Linklater e Kusturica, che paragonare all'uno o all'altro sarebbe comunque offensivo -ma non certo per l'autore. L'aldilà è sempre abbastanza affascinante, comunque venga messo in scena, e per questa volta accontentiamoci del fatto che non è l'ennesimo thriller escatologico in cui alla fine il protagonista scopre di essere morto; questo lo sappiamo dall'inizio.
Accontentiamoci anche del finale prevedibilmente roseo, anche se alla fine tutto quello che ci regala il film è un singolo sorriso. Come bonus abbiamo l'unica scena oniromimica presso il finale:

il treno più piccolo del mondo. Non di questo, si intende.

A voler ben vedere, in una fredda giornata di febbraio in cui neve e pioggia si alternano e le tue scorte iniziano a scarseggiare, vedere questo film sul suicidio ti permette di non pensare al suicidio; ma dura solo un'ora e mezza. Poi, cominci a pensare al fatto che se i tuoi cerini non cadono verso l'alto è soltanto perché usi l'accendino.

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